7 aprile 2009 / 07:12 / 9 anni fa

Borse Asia-Pacifico: indici contrastati, pressione su banche

MILANO (Reuters) - Le borse asiatiche avanzano oggi contrastate, con gli investitori più restii a puntare sui listini dopo il riemergere delle preoccupazioni sullo stato delle banche.

<p>Un trader a Seoul. REUTERS/Jo Yong-Hak (SOUTH KOREA BUSINESS)</p>

Nuove stime del Fondo monetario internazionale, anticipa il sito web del The Times inglese, potrebbero portare a 4.000 miliardi di dollari il valore degli asset tossici in mano alle banche e alle compagnie assicurative mondiali.

SINGAPORE mette a segno oggi le maggiori perdite, seguita da SYDNEY e HONG KONG, mentre è rimasta chiusa per una festività locale la borsa INDIANA.

“Recentemente il mercato è stato troppo ottimista sulle banche”, ha commentato uno strategist di Mitsubishi Ufj Securities a Tokyo.

“L‘avvicinarsi dei risultati risveglia le incertezze degli investitori”.

Intorno alle 8,55 l‘indice Msci, che non comprende il Nikkei giapponese, cede oltre lo 0,9%, mentre a Tokyo il Nikkei ha terminato la seduta perdendo quasi lo 0,3%.

Tra le singole borse maglia nera a SINGAPORE con i finaziari sotto pressione. Dbs Group cede il 2,6%, United Overseas Bank oltre il 2,7%.

Non va molto meglio la borsa australiana, affossata dalle perdite del colosso minerario Rio Tinto, in calo di oltre il 10% sull‘annuncio di nuovi tagli alla produzione e sulla possibilità di un aumento di capitale in caso di fallimento dell‘accordo con la cinese Chinalco. Il mercato ha invece digerito senza fatica il nuovo taglio dei tassi di interesse da 25 punti base deciso dalla banca centrale nonostante fosse inferiore alle attese di gran parte degli investitori.

Ritraccia i forti guadagni dei giorni scorsi HONG KONG dopo essere salita dell‘11% nelle ultime tre sedute. C’è attesa per la possibile conclusione di un piano di privatizzazione per Pccw, a lungo osteggiato.

Salgono invece TAIWAN, SEUL e SHANGHAI. Sulla prima protagonisti sono gli acquisti sui titoli immobiliari e marittimi che secondo gli investitori potrebbero beneficiare dal miglioramento dei rapporti con la Cina. Sulla borsa coreana i titoli tecnologici e auto riescono a compensare il calo dei finanziari, mentre sui listini cinesi salgono i farmaceutici in vista di indiscrezioni stampa su un piano di riforma del sistema sanitario da essere completato entro il 2020.

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