30 marzo 2009 / 15:41 / tra 9 anni

Obama: colossi auto possono farcela, ma bancarotta è possibile

di Kevin Krolicki e John Crawley

<p>Il presidente Usa Barack Obama durante il discorso fatto oggi sull'auto assieme al segretario del Tesoro Timothy Geithner. REUTERS/Larry Downing</p>

WASHINGTON (Reuters) - Il presidente Usa Barack Obama ha intimato a General Motors e a Chrysler di accelerare gli sforzi da compiere e di prepararsi per un‘eventuale bancarotta, dicendo che i fondi saranno limitati.

“Non possiamo, non dobbiamo, e non permetteremo che il nostro settore dell‘auto svanisca”, ha spiegato oggi Obama in un discorso che è stato in parte offuscato dalla sua decisione di pretendere le dimissioni dell‘AD di Gm, Rick Wagoner.

“[Il settore auto] E’ un pilastro della nostra economia”.

Obama ha garantito che finanzierà le operazioni di Chrysler soltanto per i prossimi 30 giorni per consentire al colosso di ultimare l‘alleanza con Fiat.

Gm avrà invece a disposizione 60 giorni per rivedere i propri piani con il nuovo AD che non ha escluso una amministrazione controllata.

Gm ha chiesto ulteriori aiuti per oltre 16 miliardi di dollari mentre Chrysler ha chiesto 5 miliardi di dollari.

Il settore dell‘auto americano, di cui fanno parte anche fornitori e rivenditori, ha tagliato 400.000 posti di lavoro lo scorso anno dopo aver registrato perdite milionarie.

PIANI RESPINTI

La task force di Obama per l‘auto ha bocciato i piani presentati da Gm e Chrysler.

“Mentre Chrysler e Gm sono compagnie molto diverse (...) entrambe hanno bisogno di un nuovo avvio per concretizzare i loro piani di ristrutturazione”, ha spiegato Obama.

L‘amministrazione Usa non ha specificato quanti capitali il governo metterà a disposizione di Gm e di Chrysler, ma Gm ha detto di aver bisogno di 2 miliardi di dollari entro aprile.

Il gruppo che si occupa di auto nel governo americano ha fatto di tutto affinché l‘annuncio fosse fatto prima del viaggio di Obama in Europa in occasione, tra l‘altro, del G20 di Londra.

CHRYSLER E GM

Chrysler oggi ha detto di aver raggiunto un accordo di massima per un‘alleanza con Fiat.

Il prossimo passo per Chrysler è quello di cercare di raggiungere un accordo con i creditori e con la United Auto Workers (Uaw), che potrebbe provocare l‘investimento del governo di 6 miliardi di dollari.

Wagoner e i vertici della casa avevano sottolineato come l‘ipotesi della bancarotta di qualunque casa automobilisti Usa avrebbe messo a rischio migliaia di posti di lavoro.

Le dimissioni di Wagoner giungono in seguito allo scandalo dei maxi bonus concessi ai vertici del colosso assicurativo Aig.

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