30 marzo 2009 / 15:11 / tra 9 anni

Acea, a cda metà aprile primi passi per nuovo piano, dice fonte

ROMA (Reuters) - A metà aprile il cda di Acea potrebbe esaminare una proposta di piano di sviluppo elaborata dal management e nominare un adviser per valutarne gli aspetti industriali e finanziari. Lo hanno detto fonti vicine all‘utility romana.

“Mi aspetto che il nuovo piano inizi ad essere esaminato in un consiglio a metà mese”, ha detto una fonte.

Domani è convocato un consiglio di amministrazione, il primo con il nuovo amministratore delegato Marco Staderini, nominato dopo una riunione fiume lo scorso venerdì. All‘ordine del giorno ci sono solo modifiche statutarie per adeguamenti alla normativa vigente.

“Per domani c’è solo un cda su modifiche dello statuto mentre al successivo, forse il 16, potrebbe esserci l‘incarico formale a un adviser sul piano”, ha detto un‘altra fonte.

Il nuovo piano industriale scioglierà il nodo dei rapporti strategici con i francesi di Suez Gdf, soprattutto in relazione agli accordi di joint venture nell‘elettricità già in atto e quello nel gas che potrebbe essere definito con l‘apporto alle joint venture comuni della rete gas di Roma, in mano ai francesi.

Al cda del 16 di aprile, dovrebbe essere nominato anche un dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e Staderini potrebbe portare in consiglio la proposta del nuovo piano industriale e della nomina di un adviser. Il nome finora accreditato è quello di Mediobanca.

Non è invece ancora stato deciso se verrà reintrodotta in azienda la figura del direttore generale, né se questa figura tecnica verrebbe scelta tra una rosa di nomi interni ad Acea o tra candidati esterni. A spingere per un direttore generale sono soprattutto i soci francesi di Suez Gaz de France (che hanno il 9,9%) dopo la nomina dell‘Ad Staderini, apprezzato anche dai francesi, ma considerato più vicino all‘altro grande azionista, Francesco Gaetano Caltagirone che ha superato il 7,5% del capitale. L‘azionista di maggioranza di Acea è il Comune di Roma con il 51%.

La partita dell‘eventuale nomina del direttore generale ruota attorno a quella più rilevante della ripartizione delle deleghe tra gli amministratori.

L‘Ad uscente Andrea Mangoni aveva concentrate su di sé le deleghe più importanti, gestione, strategie, investor relation, affari legali, appalti, società controllate, mentre il presidente Giancarlo Cremonesi ha le deleghe su comunicazione, affari istituzionali, internal auditing e segreteria del cda.

Cremonesi avrebbe voluto che tutte le deleghe fossero state rimesse nelle sue mani al momento della nomina lo scorso ottobre per una riassegnazione.

Ora, secondo le fonti, uno scenario possibile è quello di un azzeramento delle deleghe e di una loro nuova ripartizione che potrebbe avvenire sempre nel consiglio di metà aprile.

In quell‘occasione, a poco meno di due settimane dall‘assemblea di bilancio del 29 aprile, potrebbero anche arrivare le dimissioni di Piero Giarda, ultimo dei consiglieri espressione della precedente gestione e che era rimasto al fianco di Mangoni. L‘effetto sarebbe quello di far decadere l‘intero cda per l‘impossibilità di procedere a una nuova cooptazione e il nuovo consiglio potrebbe essere nominato con l‘assemblea.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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