27 marzo 2009 / 17:00 / tra 9 anni

G20, si allontana prospettiva Grande accordo

di Sumeet Desai

<p>Il premier britannico Gordon Brown. REUTERS/Paulo Whitaker</p>

LONDRA (Reuters) - Il premier britannico Gordon Brown ha promesso un Grande accordo ma a cinque giorni dal suo inizio le prospettive che dal vertice G20 di Londra vengano soluzioni in grado di superare la recessione sembrano lontane.

La posta in gioco non potrebbe essere più alta. La peggiore crisi economica dalla Grande Depressione ha già mandato in fumo milioni di posti di lavoro e altri milioni potrebbero scomparire.

I risultati più probabili riguardano l‘attribuzione di risorse aggiuntive al Fondo monetario internazionale e per il credito commerciale. Scontati anche nuovi impegni verbali contro il protezionismo.

Ma i lavori preparatori del vertice hanno portato alla luce profonde divisioni tra i principali paesi su cosa sia essenziale per bloccare la frana e rimettere in moto un sistema finanziario in panne dall‘agosto 2007 sotto il peso degli attivi tossici bancari.

Svanita l‘ambizione di una seconda Bretton Woods si parla adesso di passi in avanti nel nuovo sistema di vigilanza che dovrebbe impedire in futuro il ripetersi di simili cortocircuiti.

I paesi dell‘Europa continentale hanno respinto le richieste di ulteriori investimenti pubblici venute dallo stesso Brown e dal presidente Usa Barack Obama.

Oggi il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck ha detto che una politica di bilancio irresponsabile potrebbe danneggiare l‘euro.

Gli americani, da parte loro, sono sembrati meno entusiasti degli europei in tema di nuovi aggressivi regimi regolatori.

“Le riunioni del G20 sembrano sempre meno adatte a sostenere un clima di fiducia sulle prospettive a medio termine dell‘economia visto lo stallo tra le posizioni di Usa-Gb, da una parte e quelle delle altre principali economie dall‘altra”, osserva James Knightley, senior economist a ING.

Con la Cina su posizioni più favorevoli sembra probabile l‘intesa sul raddoppio dei 250 miliardi di dollari di risorse del Fmi a disposizione dei paesi più colpiti dalla crisi.

I capi di Stato e di governo sembrano anche vicini all‘approvazione di un pacchetto da svariati miliardi a sostegno degli scambi finanziari. Prometteranno anche di astenersi da tentazioni protezionistiche e di combattere i paradisi fiscali.

Ma tutto questo potrebbe rivelarsi poca cosa rispetto all‘obiettivo di risollevare la fiducia di consumatori e imprese.

La domanda chiave, che resta ancora senza risposta, è quanto tempo serve ancora alle banche per ripulire i bilanci da poste ormai quasi senza valore.

Perfino ministri del governo Brown, pur insistendo sul fatto che il vertice della prossima settimana rappresenta solo una tappa della lunga strada verso la ripresa, mettono in guardia contro il rischio che la retorica abbia il sopravvento sulla sostanza.

Il ministro degli Esteri Mark Malloch-Brown ha detto oggi che l‘obiettivo principale di giovedì è ridare fiducia a consumatori e investitori.

“L‘economia del mondo non farà una svolta il 3 aprile”, ha detto Malloch-Brown. “[Il G20] Forse sarà visto come l‘inizio della fine della crisi e il momento in cui i leader saranno in grado di dare una nuova direzione”.

GLI SFORZI DI BROWN

Nononostante l‘indubbia energia spesa da Brown per fare del G20 di Londra un successo gli esperti dicono che le distanze tra i vari paesi sono troppo ampie per poter essere colmate e che non esiste un rapido rimedio contro la crisi.

Lo stesso spazio di manovra del premier britannico è limitato dal momento che il governatore della Banca d‘Inghilterra ha detto che il deficit britannico è già troppo alto.

Le danze si aprono martedì con l‘arrivo di Obama a Londra, prima visita all‘estero da presidente.

I capi di Stato incontreranno la Regina mercoledì e giovedì prometteranno senz‘altro di fare tutto ciò che serve.

Lo scorso ottobre la popolarità di Brown ha registrato un salto di 20 punti quando il suo piano di ricapitalizzazione delle banche inglesi è stato emulato in tutto il mondo.

Ma adesso che la recessione si intensifica, le quotazioni dei conservatori hanno ripreso a lievitare e gli uomini di Brown sono alla ricerca disperata di un risultato simile in vista delle elezioni che dovranno tenersi entro il giugno 2010.

Se in dicembre sembrava che Brown avesse salvato il mondo adesso è il mondo che deve salvare Brown.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below