27 marzo 2009 / 10:49 / tra 9 anni

Fiat conferma obiettivi 2009, critica aiuti in Europa

TORINO (Reuters) - Fiat vede miglioramenti nei mesi successivi, conferma l‘obiettivo di chiudere il 2009 con un trading profit di oltre un miliardo di euro, ma ribadisce con forza che le politiche di alcuni governi europei costringono il gruppo a combattere “con le mani legate”.

<p>Immagine d'archivio di una Fiat 500. REUTERS/Valentin Flauraud (SWITZERLAND)</p>

Lo hanno detto il presidente Luca Cordero di Montezemolo e l‘AD Sergio Marchionne, aggiungendo che sul fronte mantenimento stabilimenti in Italia serve la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti.

“Dopo un primo trimestre difficile attendiamo miglioramenti visibili nei mesi successivi, grazie anche alla razionalizzazione dei costi”, ha detto Marchionne durante l‘assemblea degli azionisti.“Confermiamo per il 2009 l‘obiettivo di trading profit a oltre un miliardo di euro”, ha aggiunto.

Secondo Fiat, gli aiuti diretti distribuiti alle case automobilistiche in Francia, Svezia, Regno Unito e forse anche in Germania per Opel, sono unilaterali e molto pericolosi.

“Mi riferisco alle linee di credito da circa 7 miliardi per PSA e Renault in Francia, ai 2,6 miliardi di finanziamenti che la Svezia ha concesso a Volvo e Saab, alla garanzia statale sui prestiti per investimenti a favore dei costruttori del Regno Unito e al prestito ancora in discussione per la Opel in Germania”, ha elencato l‘AD Sergio Marchionne durante l‘assemblea.

“Si tratta di decisioni unilaterali molto pericolose”, ha aggiunto. “Pongono alcuni attori in posizione privilegiata e costringono altri a combattere con le mani legate”.

Il concetto è stato ribadito da Montezemolo che ha ringraziato il governo per gli incentivi.

“In Italia, in virtù delle decisioni del governo, che vogliamo ringraziare, tutta la filiera dell‘auto sta vedendo i primi effetti positivi”, ha concluso.

L‘AD ha anche criticato “l‘eccesso di regolamentazione” cui è sottoposta l‘industria dell‘auto, che “mette seriamente in dubbio la credibilità della strategia europea sull‘ambiente”.

Il regolamento europeo sulle emissioni avrà come effetto la riduzione di Co2 di 0,0015%, “una percentuale ridicola”, ha detto. “Questo incredibile beneficio costerà alle imprese auto d‘Europa un minimo di 45 miliardi di euro all‘anno”.

Su Chrysler Marchionne ha ribadito che gli accordi “non comporteranno per Fiat nessun investimento di cassa né impegni a finanziare Chrysler in futuro” e non comporta assunzione “del debito attuale o futuro della società americana”.

STABILIMENTI IN ITALIA NON PROBLEMA DI SOLA FIAT

Sul fronte mantenimento della produzione in Italia, l‘AD chiede la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti.

“Quando, quasi cinque anni fa, avevamo detto che non avremmo chiuso nessun stabilimento in Italia eravamo consapevoli dei costi che questa scelta avrebbe comportato”, ha detto l‘AD Sergio Marchionne durante l‘assemblea degli azionisti.

“Ma oggi che la crisi ha spinto oltre il limite queste condizioni di sostenibilità è necessario rendersi conto che non si tratta più di un problema della Fiat”, ha aggiunto.

“E’ un problema che, come succede in ogni parte del mondo, riguarda tutti gli stakeholders”, ha detto ancora Marchionne ribadendo la necessità di una serie ristrutturazione dell‘industria dell‘auto.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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