26 marzo 2009 / 15:09 / tra 9 anni

I poveri della regione Asia-Pacifico rischiano una tripla crisi

GINEVRA (Reuters) - I paesi asiatici e del Pacifico sono particolarmente vulnerabili alle tre minacce globali costituite dalla volatilità dei prezzi del carburante e del cibo, dal cambiamento climatico e dalla crisi economica globale, secondo quanto riporta un‘agenzia delle Nazioni Unite.

Questo perché questa regione ospita quasi due terzi dei poveri del mondo e circa la metà dei disastri naturali globali, ha detto l‘Escap in una ricerca regionale.

L‘emergere di queste crisi nello stesso periodo ha “colpito duramente, in particolare, i poveri del mondo, due terzi dei quali vivono nei paesi della regione Asia-Pacifico”, ha detto il segretario esecutivo della Commissione Economica e Sociale per la regione Asia-Pacifico, Escap, Noeleen Heyzer.

“E’ chiaro che c’è bisogno di un modello globale per la crescita economica che risponda ai loro bisogni”, ha detto la Heyzer.

“Questo richiede la costituzione di sistemi di protezione sociale che incrementino la certezza degli introiti e liberino il potere di spesa delle persone che costituiscono le fasce più basse di reddito e che guidano l‘economia”.

La responsabilità economica che i governi si stanno prendendo con politiche di maggiore spesa pubblica per affrontare la crisi offre loro l‘opportunità di approntare politiche di sviluppo che siano più globali e più sostenibili, ha riferito l‘Escap.

Le previsioni di sviluppo della commissione per i paesi asiatici segnano una crescita del 3,6% quest‘anno, inferiore al 5,8% del 2008. Ma questo cela una profonda varietà di dati interni alla regione, con le previsioni di crescita della Cina che arrivano al 7,5% mentre quelle del Kazakistan si fermano all‘1,5%.

Ma le economie sviluppate di Giappone, Australia e Nuova Zelanda segneranno una contrazione complessiva del 2,2%, a dispetto di una crescita del 2,6% nel 2008.

Una delle funzioni dell‘Escap è di promuovere il progresso economico e sociale nella regione, e un funzionario delle Nazioni Unite ha ammesso che le previsioni, basate su dati di fine febbraio, potrebbero peccare addirittura di ottimismo.

I paesi asiatici sono stati particolarmente colpiti dalla crisi del commercio globale e le previsioni del Wto parlano addirittura di una contrazione del 9% per quest‘anno, mentre la domanda è in continuo regresso nei paesi economicamente sviluppati.

Mentre la domanda interna è un fattore importante in paesi di grandi dimensioni come India, Indonesia e Cina, le esportazioni sono dominanti in paesi come Hong Kong e Singapore.

“Il fatto è che c’è più integrazione tra la regione Asia-Pacifico e il resto del mondo che non tra i paesi che la compongono”, ha detto il segretario Heyzer.

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