26 marzo 2009 / 10:43 / tra 9 anni

Csc taglia stima Pil 2009 a -3,5%, vede ripresa secondo semestre

di Francesca Piscioneri

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti . REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

ROMA (Reuters) - Pil italiano in calo del 3,5% nel 2009 nonostante una ripresa dell‘economia nella seconda metà dell‘anno e di nuovo in crescita (+0,8%) nel 2010 grazie all‘impatto dei pacchetti di stimolo fiscali, delle politiche monetarie espansiva e dei minori costi energetici.

Sono questi i nuovi scenari economici del Centro studi Confindustria (Csc) diffusi stamani, che vedono in Italia da metà 2008 a metà 2010 un aumento dei senza lavoro di 507.000 unità con una flessione dell‘occupazione del 2,2%.

In dicembre gli economisti guidati da Luca Paolazzi avevano stimato una crescita negativa dell‘1,3% per l‘anno in corso e positiva dello 0,7% per il prossimo.

Adesso vedono anche un calo della produzione industriale del primo trimestre analogo al -7,6% del quarto trimestre del 2008.

Tuttavia, “i benefici degli incentivi statali e la ricostituzione delle scorte rallenteranno nel prossimo trimestre la caduta dell‘attività industriale; più slancio arriverà poi con la ripresa della domanda mondiale”.

Sul fronte occupazionale, Paolazzi, ha notato che la perdita di posti di 500.000 posti di lavoro è inferiore rispetto agli 867.000 indicati da Istat perché i dati della contabilità nazionale includono anche dipendenti in Cassa integrazione guadagni che conservano formalmente il rapporto di lavoro.

Con revisioni così drastiche sulla crescita è inevitabile il peggioramento del quadro di finanza pubblica.

Il rapporto deficit/Pil salirà a fine anno al 4,6% (dato rivisto dal 3,3% previsto in dicembre) per poi ridiscendere al 4,3% nel 2010 (3,1%). Sempre in rapporto al Pil il debito italiano, terzo al mondo, dovrebbe salire nel 2009 al 112,5% (106,1%) e toccare nel 2010 quota 114,7% (105,7%).

RIPRESA ARRIVA MA ESSENZIALE FIDUCIA E CREDITO

Paolazzi ha spiegato che la marcata flessione del Pil nel 2009 risente di quello che è successo “nell‘ultimo trimestre del 2008 e nel primo trimestre del 2009”.

“Dunque qualunque cosa succeda nella seconda metà dell‘anno -- e noi prevediamo che ci sia una ripresa molto forte -- il calo del Pil potrà passare al massimo da un -3,5 a un -3,2%”, ha detto Paolazzi.

Cruciali restano però “la stabilizzazione globale dei mercati finanziari e creditizi e il ritorno della fiducia”.

Nel profilo trimestrale elaborato dal Csc “il punto più basso della recessione viene toccato nel secondo quarto del 2009, con una perdita cumulata del 5% dal picco di espansione precedente (primo trimestre 2008). La variazione tendenziale risulta di -4,6% nel primo trimestre 2009, il valore peggiore, per poi risalire a -1,5% a fine 2009 e a +1,2% a fine 2010”.

Le stime congiunturali sul Pil indicano secondo il Csc un -1,4% fra gennaio e marzo, un -0,4% nel secondo trimestre per poi girare in positivo a 0,1 e 0,2 nell‘ultima parte dell‘anno.

Nella seconda metà del 2009 “potrebbe gradualmente partire la ripresa”, si legge nel documento della Csc.

L‘economia trarrà, infatti, beneficio dagli effetti ritardati delle misure espansive monetarie (tassi di interesse ai minimi storici, iniezioni di liquidità) e di bilancio (pari allo 0,9% del Pil nella UE per il 2009, all‘1,8% globale), degli incentivi selettivi ai consumi, dei risparmi sulla bolletta energetica e alimentare, della riduzione dell‘inflazione anche core e della minor forza dell‘euro, spiega il rapporto.

In particolare sulla bolletta energetica, Paolazzi ha detto che il risparmio sarà per l‘Italia pari nel 2009 a 35 miliardi che si traduce in un alleggerimento di 850 euro a famiglia. Risparmi anche sui mutui: grazie al calo dei tassi d‘interesse le famiglie italiane che hanno un tasso variabile risparmieranno in media nel 2009 3.200 euro.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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