24 marzo 2009 / 12:28 / tra 9 anni

Crisi, Fmi: Italia non rischia insolvenza su debito

di Giuseppe Fonte

<p>Fmi: Italia non ha problemi di collasso debito pubblico. REUTERS/Jonathan Ernst</p>

ROMA (Reuters) - L‘Italia non corre il rischio di insolvenza nonostante il suo enorme debito pubblico.

Lo ha detto Carlo Cottarelli, direttore Affari fiscali del Fondo monetario internazionale (Fmi), intervenuto oggi a un convegno della Luiss sulla governance globale insieme a Fabio Panetta, responsabile del servizio studi congiuntura e politica monetaria della Banca d‘Italia.

Riepilogando l‘evoluzione della crisi e i rimedi che secondo il Fondo occorre adottare per uscirne, Cottarelli ha detto che l‘Italia, al pari degli altri Paesi del G7, dovrà procedere prima o poi a una riforma del sistema pensionistico e sanitario, le voci di spesa su cui più incide l‘invecchiamento della popolazione.

“Non ci sono problemi di collasso per il debito pubblico italiano”, ha detto Cottarelli, spiegando che a livello di economie avanzate il rischio insolvenza esiste, ma “non è elevatissimo e si deve gestire”.

PACCHETTO STIMOLO ITALIA 0,2% PIL IN 2009

“Credo che la politica delle autorità italiane sia appropriatamente cauta perché l‘Italia è un Paese tra quelli che hanno meno spazi fiscali, per il debito pubblico e gli spread che paga sul mercato”, ha spiegato Cottarelli.

Citando un paper del Fmi, Cottarelli ha indicato in due decimi di punto di Pil le misure anticicliche messe in campo dall‘Italia nel 2009.

L‘Fmi attribuisce molta rilevanza alle riforme strutturali che possono essere messe in campo per bilanciare gli oneri dei pacchetti di stimolo all‘economia.

“Quando si parla di riforme strutturali occorre puntare sul cambiamento dei parametri. Non c’è niente da fare: se si vive più a lungo bisogna lavorare più a lungo”, ha detto Cottarelli riferendosi in particolare alla riforma delle pensioni.

L‘economista dell‘Fmi riconosce però che la congiuntura attuale non è la fase più adatta per intervenire: “Ora risulta molto difficile e sarebbe inappropriato aumentare in questo momento ad esempio i contributi pensionistici”.

BANKITALIA RIDURRÀ ULTERIORMENTE STIMA PIL 2009

Nel corso dello stesso convegno, Panetta ha annunciato che la prossima revisione di Bankitalia sul Pil italiano nel 2009 “sarà sicuramente al ribasso” rispetto al -2% indicato in gennaio e ultima stima ufficiale. Il vicedirettore generale Ignazio Visco a inizio mese ha detto che, come applicazione “meccanicistica” del dato del Pil dell‘ultimo trimestre 2008, l‘effetto trascinamento porterebbe ad un -2,6 su base d‘anno 2009 mantenendo, però, il profilo di graduale uscita dalla crisi contenuto nello scenario di gennaio.

Allargando lo sguardo alla congiuntura dell‘area euro, l‘economista di Via Nazionale ha detto che la deflazione per ora non è un problema, “ma si stanno intensificando i rischi di una fase deflattiva”.

Poiché i margini sulla leva dei tassi sono ormai limitati, la Bce -- come le altre principali banche centrali del mondo -- valuta “strumenti non convenzionali”. Fra questi Panetta ha citato: l‘aumento dell‘offerta di liquidità alle banche, l‘acquisto di titoli a lungo termine (quantitative easing) e il finanziamento diretto degli operatori su quei mercati che dopo lo scoppio della crisi restano congelati (credit easing).

AUMENTANO RISCHI DI CREDITO IN CAPO A BCE

Per Panetta l‘utilizzo dei nuovi strumenti di politica monetaria non è però esente da rischi, perché l‘aumento degli attivi in bilancio aumenta anche l‘assunzione diretta di rischi da parte delle banche centrali. In più, avverte l‘economista, “c’è il rischio che le banche centrali si sostituiscano ai mercati rendendo più difficile il ritorno alla normalità”.

“La Bce sta attuando già da ora politiche non convenzionali, di fatto si sta facendo il massimo nell‘attuale framework. Il rischio di credito che grava sulle banche centrali dell‘area euro è pari a 600 miliardi di euro, il 6% del Pil dell‘area”, ha detto Panetta, rispondendo tra l‘altro a chi lamentava un atteggiamento troppo prudente della Bce.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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