23 marzo 2009 / 13:22 / tra 9 anni

Monetario, segnali positivi ma normalità ancora lontana

di Maria Pia Quaglia

MILANO (Reuters) - I rubinetti sempre aperti della Banca Centrale Europea, non solo hanno disteso i tassi sul mercato monetario, ma sembrano aver anche attenuato il nervosismo del sistema bancario, oggi meno avido di fondi alle operazioni di rifinanziamento Bce, anche se ancora timido sull‘interbancario.

“Il controvalore delle operazioni Bce è sceso dal picco di 840 miliardi di fine dicembre a 680 miliardi, è un calo di quasi il 20%”, osserva Aurelio Maccario, capo economista dell‘Eurozona di Unicredit Group. Non solo: “I depositi overnight sono ai minimi degli ultimi cinque mesi: il combinato disposto è che c’è qualche primo segnale incoraggiante sull‘interbancario”.

Il ricorso ai depositi overnight da parte delle banche dell‘area euro lo scorso 19 marzo è sceso a 48,5 miliardi, minimo dall‘8 ottobre scorso, dopo essere lievitato a quasi 300 miliardi nella fase acuta della crisi finanziaria.

Fra i fattori positivi Maccario cita anche, per l‘Italia, l‘esperienza del Mic, il mercato interbancario collateralizzato della piattaforma e-Mid che ha preso il via a inizio febbraio, registrando scambi sulle scadenze dalla settimana fino ai tre mesi.

“Il Mic sta funzionando bene, ha più di 40 partecipanti e i volumi medi giornalieri sono buoni”, sottolinea.

La scorsa settimana il valore nominale dei contratti conclusi sul Mic - a cui hanno aderito 48 istituti - è rimasto sostanzialmente stabile a 1,543 miliardi rispetto a quella precedente.

VOLUMI IN TIMIDA RIPRESA SU OVERNIGHT

Il precipitare della crisi finanziaria lo scorso autunno ha congelato la circolazione di denaro sul mercato interbancario unsecured.

“Piccoli segnali arrivano dal fatto che il sistema chiede meno fondi alle aste a 3 e 6 mesi della Bce a favore di una partecipazione più massiccia sulle aste ad una settimana e ad un mese, dall‘aumento dei volumi del panel Eonia e dall‘aumento anche dei volumi sul Mid”, fa notare un tesoriere.

Sull‘overnight, e-Mid segnala una ripresa da metà febbraio. Se si confrontano i volumi medi giornalieri della piattaforma dal 14 febbraio in poi - data a partire dalla quale si delinea un trend - con quelli transati da inizio anno a quella data, si evidenzia un incremento del 40%. Sull‘Eonia l‘incremento è stato del 23,5%.

A dare impulso alla fiducia è stato, secondo gli operatori, anche l‘assicurazione che la Bce continuerà a soddisfare in asta tutte le richieste a tasso fisso oltre la fine del 2009. Tale misura, adottata nell‘ottobre scorso all‘apice della crisi finanziaria, avrebbe dovuto restare in vigore solo fino alla fine di marzo.

La sfiducia di questi mesi non solo ha paralizzato gli scambi, ma anche fatto schizzare il premio al rischio delle transazioni, ovvero il costo che le banche chiedono in termini di copertura aggiuntiva contro il rischio che i fondi prestati ad una certa scadenza non vengano restituiti. Tale indicatore, espresso dal differenziale fra il tasso Euribor a tre mesi e la corrispondente scadenza sull‘Eonia swap (che esprime le attese sui tassi overnight futuri), in tempi normali non superava i 10 punti base. Arrivato a 200 punti base lo scorso autunno, si è gradualmente ristretto fino agli attuali 90 punti base circa.

“Il calo del tasso Euribor a tre mesi, la diminuzione dei depositi, il restringimento dello spread Euribor/Eonia swap rispetto ai massimi si possono considerare piccoli segnali positivi”, continua il tesoriere.

La discesa dai massimi pluriennali di 5,393% dell‘Euribor a tre mesi, tasso di riferimento per i prestiti interbancari, è ininterrotta da mesi. Oggi il tasso è sui minimi dall‘introduzione dell‘Euro. Anche l‘Eonia è molto disteso, agganciato più al tasso di remunerazione dei depositi overnight che a quello di riferimento, come ricorda Maccario.

PERMANGONO ELEMENTI DI CRITICITA’

La normalità resta tuttavia ancora lontana: il grande nodo resta infatti il tema della solvibilità delle banche, che ha a che fare con la patrimonializzazione, non solo con la liquidità.

“La liquidità è una cosa la solvibilità è un‘altra”, osserva Sergio Capaldi, fixed income strategist di Intesa SanPaolo. “Le condizioni di grande liquidità assicurate dalla Bce non risolvono i problemi di balance sheet, li rendono solo meno urgenti: la liquidità non pulisce i bilanci delle banche dai titoli tossici”, sottolinea.

Gli fa eco Maccario. “Le criticità restano le quantità di asset illiquidi sui bilanci delle banche che o assorbono liquidità o impediscono di dare credito”.

Un problema, quest‘ultimo, acuito dai problemi dettati dall‘economia reale.

“Tutti si aspettavano che nel quarto trimestre fosse stato toccato il punto di minimo, invece il minimo sarà nel primo trimestre di quest‘anno”, spiega. “Ci sono forti spinte deflazionistiche nell‘economia: la probabilità che assegniamo allo scenario deflazionistico sono aumentate”, aggiunge.

CON NUOVO TAGLIO TASSI BCE VERSO REVISIONE CORRIDOIO SF

Se il consensus è per un proseguimento della manovra espansiva della Bce, gli esperti sentiti da Reuters non prevedono che Francoforte arrivi a non remunerare più i depositi overnight, come avverrebbe nel caso di un taglio parallelo a uno del costo del denaro di 50 punti base.

“Noi ci aspettiamo che la Bce abbassi i tassi ancora di 50 punti base, magari in due volte, senza tuttavia portare il tasso dei depositi a zero”, ha detto Maccario. “In questo caso la Bce potrebbe restringere il corridoio delle standing facilities offrendo uno 0,25% sui depositi overnight”, aggiunge.

Concorda IntesaSP, che prevede un taglio ancora più aggressivo, di 75 punti base.

“Si tornerà probabilmente ad un corridoio di 100 punti base invece che gli attuali 200 ma è anche possibile che decidano per un‘asimmetria fra deposit e lending facilities rispetto al tasso ufficiale”, ha detto Capaldi.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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