21 marzo 2009 / 12:35 / tra 9 anni

Ordini, Antitrust: rafforzare legge Bersani per più concorrenza

MILANO (Reuters) - L‘Antitrust invita governo e parlamento a rafforzare la legge Bersani sulla concorrenza perché la maggior parte degli ordini professionali sta facendo resistenza ai principi di liberalizzazione e a introdurre innovazioni per la competizione.

<p>Immagine d'archivio di avvocati fuori da un'aula di giustizia. REUTERS</p>

E’ la principale conclusione cui è giunta l‘Autorità di controllo del mercato e della concorrenza al teermine dell‘indagine conoscitiva deliberata per verificare il recepimento da parte di 13 categorie professionali dei principi concorrenziali, avviata a gennaio 2007.

”La maggior parte degli Ordini sta resistendo ai principi di liberalizzazione introdotti dalla legge Bersani che va dunque rafforzata per garantire maggiore concorrenza nei servizi professionali - si legge in una nota diffusa oggi dall‘Antitrust, che raccomanda “ lauree abilitanti e tirocini più brevi da svolgere durante i corsi di studio, e aprire ad altre rappresentanze la gestione degli ordini”.

L‘indagine ha riguardato i codici deontologici di architetti, avvocati, consulenti del lavoro, farmacisti, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, medici e odontoiatri, notai, periti industriali, psicologi, dottori commercialisti ed esperti contabili.

“Dall‘indagine - si legge nella nota - emerge una scarsa propensione delle categorie, sia pur con positive eccezioni, ad accogliere nei codici deontologici quelle innovazioni necessarie per aumentare la spinta competitiva all‘interno dei singoli comparti. La liberalizzazione della pattuizione del compenso del professionista, la possibilità di fare pubblicità informativa e di costituire società multidisciplinari non sono state colte come importanti opportunità di crescita ma come un ostacolo allo svolgimento della professione”.

“L‘Antitrust ribadisce che il settore dei servizi professionali non può sottrarsi ai principi concorrenziali più volte ribaditi anche a livello comunitario e auspica che gli Ordini adeguino completamente i loro codici alle linee indicate dall‘Autorità”.

L‘Antitrust - prosegue il comunicato - auspica un intervento del legislatore volto ad emendare la legge Bersani, prevedendo:

1) l‘abolizione delle tariffe minime o fisse;

2) l‘abrogazione del potere di verifica della trasparenza e veridicità della pubblicità esercitabile dagli ordini;

3) l‘istituzione di lauree abilitanti;

4) lo svolgimento del tirocinio durante il corso di studio;

5) la presenza di soggetti ‘terzi’ negli organi di governo degli ordini.

L‘Autorità auspica inoltre che il legislatore - alla stregua di interventi già realizzati negli ultimi anni, tra cui, ad esempio, la liberalizzazione del passaggio di proprietà degli autoveicoli, motoveicoli e imbarcazioni - intervenga anche per rimuovere le riserve di attività tutte le volte in cui l‘affidamento in esclusiva di una determinata attività non sia giustificato dal perseguimento di un interesse generale la cui tutela non potrebbe essere altrimenti garantita.

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