20 marzo 2009 / 10:42 / tra 9 anni

Italia, disoccupati 2008 in aumento, prima volta da nove anni

di Claudia Cristoferi
ROMA/MILANO (Reuters) - Istat ha reso noto oggi 
che il numero dei disoccupati italiani ha segnato nel 2008 un 
aumento per la prima volta negli ultimi 9 anni e secondo gli 
analisti nel corso del 2009 la situazione potrebbe peggiorare, 
portando il tasso di disoccupazione oltre l'8%.
I dati dell'istituto di statistica mostrano come la crisi 
economica sia arrivata a mordere il mondo del lavoro soprattutto 
a partire dall'ultimo trimestre dello scorso anno portando il 
tasso di disoccupazione 2008 al 6,7% dal 6,1% nel 2007, primo 
incremento del saggio medio annuo dal 1998.
Nel quarto trimestre il tasso destagionalizzato è salito 
infatti al 6,9% dal 6,7% del trimestre precedente, segnando il 
livello più alto dal secondo trimestre del 2006. Nello stesso 
periodo il tasso grezzo si è collocato al 7,1% dal 6,6% del 
quarto trimestre 2007.
"Il mercato del lavoro inizia a segnalare la recessione", 
commenta Stefania Tomasini di Prometeia.
L'incremento della disoccupazione "è da collegare 
soprattutto al forte incremento delle persone in cerca di lavoro 
(+7,3% nel trimestre su base tendenziale) in particolare le 
donne e nel Mezzogiorno", osserva Riccardo Sanna, ricercatore 
Ires integrato nel dipartimento economico della Cgil.
INCREMENTO ANNUO OCCUPATI A MINIMI, MEZZOGIORNO PIU' COLPITO
L'arrivo dei primi effetti della crisi era atteso.
"Il dato non mi sorprende. Mi aspetto che continui nei 
trimestri successivi e questo naturalmente metterà in ulteriore, 
forte pressione le spese per i consumi; e un nuovo indebolimento 
dei consumi è un male per l'economia", osserva Gilles Moec di 
Bank of America.
Una funzionaria dell'Istat ha detto che l'incremento annuo 
dello 0,1% nel numero degli occupati del quarto trimestre è il 
più basso degli ultimi 13 anni.
La sostanziale interruzione della crescita tendenziale 
dell'occupazione è frutto di una dinamica ancora positiva nel 
Nord e nel Centro - grazie anche al "determinante contributo 
fornito dai lavoratori stranieri" - e fortemente negativa nel 
Mezzogiorno - con una discesa tendenziale dell'1,9%, spiega 
l'Istat.
"Questo si associa a un aumento delle persone in cerca di 
occupazione, in modo particolarmente accentuato al Nord: ciò è 
dovuto alla difficoltà del settore industriale, che in questa 
fase sta fortemente pagando la recessione", continua Tomasini.
Ma accanto all'industria sofferente del Nord, c'è un Sud in 
sempre crescente difficoltà. E' da qui, secondo Sanna, che "sale 
l'onda della crisi", come mostra il calo dell'occupazione nel 
quarto trimestre rispetto al terzo (-0,2%).
"L'Italia più debole, con meno imprese virtuose, con meno 
efficienza e opportunità subisce pesantemente il calo della 
produzione e lo scoraggiamento della domanda". L'economista si 
riferisce in quest'ultimo caso al calo dei maschi "inattivi", 
"segno di scoraggiamento o di un passaggio al nero".
PROSPETTIVE FOSCHE CON TASSO OLTRE L'8% PER IL 2009
Gli analisti sottolineano anche che i dati sull'ultimo 
trimestre non contabilizzano le persone in cassa integrazione, 
che formalmente risultano occupate. Si tratta ancora soprattutto 
di Cig ordinaria, ma è possibile prevedere un travaso nel bacino 
della disoccupazione nel corso dell'anno, dicono.
Alla luce, anche, di questo, Prometeia stima per il primo
trimestre un tasso di disoccupazione all'8,2% (dal 6,9% del 
quarto) e un secondo trimestre "ancora peggio", con una media 
annuale per il 2009 all'8,6%. "Dovrebbe comunque restare sotto 
il valore che stimiamo per l'area euro, pari al 9%", commenta 
Tomasini.
In linea Marco Annunziata di Unicredit: "Ci dovremo 
preparare a un deciso aumento della disoccupazione ora. Ci 
aspettiamo un livello superiore all'8% entro la fine di 
quest'anno".
- hanno contribuito Gavin Jones e Giuseppe Fonte da Roma

<p>Una dipendente al lavoro. REUTERS/Toby Melville</p>
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