16 marzo 2009 / 16:01 / 9 anni fa

La crisi finanziaria scatena il malcontento in Europa

(Reuters) - La crisi finanziaria globale ha suscitato proteste in molte parti d‘Europa quest‘anno. Durante il weekend ci sono state manifestazioni in Portogallo, Russia, Ungheria e Bulgaria. Ecco alcuni dettagli:

BOSNIA - Il Parlamento croato-musulmano della Bosnia ha cancellato la sessione prevista per il 26 febbraio piuttosto che affrontare i manifestanti che protestavano contro i piani per il taglio dei benefici per restringere l‘enorme gap di bilancio.

GRAN BRETAGNA - I lavoratori britannici hanno indetto una serie di proteste presso alcuni impianti di produzione elettrica contro l‘utilizzo di imprenditori stranieri in alcuni siti energetici strategici. I manifestanti hanno concordato di sospendere gli scioperi il 5 febbraio dopo che la Total ha acconsentito ad assumere più lavoratori britannici nella sua raffineria di Lindsey.

BULGARIA - Centinaia di lavoratori della fabbrica di acciaio Kremikovtzi hanno manifestato, il 9 marzo, contro i previsti licenziamenti ed i salari non pagati, chiedendo al governo socialista di trovare degli acquirenti per l‘impianto insolvente. Migliaia di agenti di polizia hanno manifestato per le strade di Sofia, la scorsa domenica, per chiedere un aumento salariale del 50% e migliori condizioni lavorative.

REPUBBLICA CECA - Migliaia di contadini provenienti da Repubblica Ceca, Germania, Austria, Slovacchia, Slovenia e Polonia hanno manifestato attraverso le strade di Praga il 12 marzo per richiedere prezzi del latte più alti e sussidi per favorire le entrate, colpite dalla crisi economica.

FRANCIA - Fino a 2,5 milioni di persone hanno manifestato in tutta la Francia il 29 gennaio per i salari e la difesa del posto di lavoro. Il 5 marzo le autorità e i sindacati hanno firmato un accordo per mettere fine a uno sciopero generale di sei settimane dovuto agli stipendi e ai prezzi che ha paralizzato l‘isola di Guadalupe. Un leader sindacale è stato ucciso, alcuni negozi sono stati bruciati e saccheggiati durante le proteste. Migliaia di lavoratori hanno manifestato nell‘Isola di Reunion, territorio francese nell‘Oceano Indiano, il 5 e il 10 marzo in una campagna di scioperi e proteste per richiedere aumenti salariali. Le otto sigle sindacali francesi hanno indetto un giorno di protesta per il 19 marzo per chiedere al governo e alle imprese di fare di più per proteggere i posti di lavori ed i salari durante la crisi economica.

GERMANIA - 15.000 operai della Opel si sono radunati il 26 febbraio davanti al quartier generale della loro azienda, chiedendo alla General Motors di rivedere i piani di chiusura degli impianti in Europa.

GRECIA - L‘uccisione di un quindicenne da parte della polizia a dicembre ha scatenato i peggiori disordini degli ultimi dieci anni, alimentati dalla rabbia per le difficoltà economiche del paese e la disoccupazione giovanile. Gli anarchici e i gruppi di guerriglia dell‘estrema sinistra hanno continuato con una serie di attacchi verso banche e uffici di polizia. I sindacati greci, che rappresentano circa 2,5 milioni di lavoratori, hanno organizzato ripetute proteste contro il governo, sostenendo che le misure anticrisi siano a carico solo dei più poveri.

UNGHERIA - La polizia ha utilizzato lacrimogeni per disperdere un gruppo di manifestanti che stava contestando il governo il 15 marzo a Budapest e ha fermato un totale di 35 persone.

IRLANDA - Circa 100.000 persone hanno manifestato per le strade di Dublino il 21 febbraio per protestare contro i tagli del governo a dispetto di una recessione sempre più profonda e dei salvataggi delle banche.

LETTONIA - Il nuovo primo ministro lettone è stato nominato il 26 febbraio dopo che la coalizione di governo è crollata, la seconda a pagare la crisi finanziaria dopo l‘Islanda. Il ministro dell‘agricoltura si è dimesso il 3 febbraio dopo le proteste dei contadini per il calo delle entrate.

LITUANIA - La polizia ha fatto ricorso ai lacrimogeni il 16 gennaio per disperdere i manifestanti che avevano lanciato pietre contro il parlamento per protestare contro i tagli alla spesa sociale. Il primo ministro Andrius Kubilius si è impegnato a portare avanti un piano di austerity.

MONTENEGRO - I lavoratori del settore alluminio hanno richiesto, il 9 febbraio, il pagamento degli arretrati e l‘immediata ripresa della produzione nello stabilimento, di proprietà russa, Kombinat Aluminijuma Podgorica.

POLONIA - Fino a 10.000 lavoratori, la maggior parte dei quali appartenenti all‘industria delle armi, hanno manifestato il 6 marzo contro i licenziamenti dopo che la Polonia ha annunciato tagli alla difesa. A Gdansk 3.000 lavoratori hanno protestato contro i piani di tagli all‘occupazione previsti da Energa, produttore di energia.

PORTOGALLO - Decine di migliaia di lavoratori hanno manifestato a Lisbona il 13 marzo contro le politiche del governo socialista che, secondo i sindacati, sta facendo aumentare la disoccupazione e favorendo i ricchi in un momento di crisi.

RUSSIA - Circa 1.000 dimostranti hanno chiesto le dimissioni del governo durante una manifestazione pacifica che si è tenuta il 15 marzo a Vladivostok, la più recente protesta collegata alla crisi economica russa. Circa 800.000 russi hanno perso il loro lavoro tra dicembre e gennaio, portando il numero di disoccupati oltre i 6 milioni, l‘8,1% dei lavoratori. Sedici lavoratori dell‘acciaieria ESTAR a Zlatoust hanno interrotto uno sciopero per i salari il 14 marzo dopo che il management ha accolto parte delle richieste, ma hanno minacciato di riprendere le manifestazioni di dissenso dinanzi ad altre avversità economiche.

UCRAINA - Centinaia di cittadini ucraini hanno manifestato il 23 febbraio, alcuni chiedendo le dimissioni del presidente Viktor Yushchenko, altri chiedendo indietro i propri soldi alle banche, colpite duramente dalla crisi finanziaria.

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