12 marzo 2009 / 09:15 / tra 9 anni

Italia, Pil 2008 rivisto a -1%, segna minimo da 1975

MILANO (Reuters) - Un po’ tutti gli elementi del breakdown del dato del Pil del quarto trimestre sono risultati peggiori delle attese ma è soprattutto il nuovo accumulo delle scorte a preoccupare gli economisti poiché getta una luce grigia sull‘attività industriale del primo trimestre e di conseguenza anche sul Pil.

<p>Una banconota da cinque euro in fiamme. REUTERS/Susana Vera</p>

“Il breakdown indica che il 2009 partirà su basi molto deboli, e ciò significa che il calo del Pil per il 2009 sarà maggiore rispetto a quello che le istituzioni stanno proiettando. Mi aspetto quindi una nuova revisione al ribasso” dice Luigi Speranza, economista di Bnp Paribas.

Secondo dati Istat di stamane, nel quarto trimestre il Pil è sceso dell‘1,9% (rivisto da -1,8%) sui tre mesi precedenti dal -0,7% del terzo trimestre (rivisto da -0,6%).

Sempre nel quarto trimestre dell‘anno, il Pil è sceso del 2,9% su base annua (dato rivisto da -2,6%), che si confronta col -1,3% del trimestre precedente, rivisto da -1,1%.

In termini annui il dato sul Pil segna il risultato peggiore dal 1975. Il calo congiunturale segna in particolare il risultato peggiore da almeno l‘inizio delle serie storiche nel 1980.

Il governo italiano, nella nota di aggiornamento al Programma di stabilità pubblicato ai primi di febbraio, ha indicato un Pil 2009 a -2%, mentre Bankitalia lo vede a -2,6%. Tra gli istituti di ricerca, l‘Isae vede il Pil 2009 a -2,5%, mentre l‘agenzia di rating S&P’s lo vede a -2,8%.

L‘Istat stamane ha detto che il Pil acquisito per il 2009, ovvero l‘effetto di trascinamento dal 2008 sull‘anno in corso, è pari a -1,9%.

PREOCCUPAZIONE PER RIALZO SCORTE, OCCHI A CALO INVESTIMENTI

Guardando al breakdown del dato, è soprattutto il permanere di scorte in accumulo a preoccupare gli economisti, poiché ciò è un deterrente per la ripresa dell‘attività industriale e quindi per una ripresa del Pil in generale.

“Nel breakdown del dato del quarto trimestre, il fattore che vedo più negativo è quello delle scorte che sono cresciute dello 0,4%. Ciò getta una luce negativa sulla produzione industriale di gennaio, in agenda la prossima settimana, il primo dato del primo trimestre: si pensa che essa sarà piuttosto debole e quindi il Pil del primo trimestre, che noi già vedevamo contrarsi dell‘1%, potrebbe essere ancora più basso” dice Marco Valli, economista di Unicredit Mib.

“Le scorte continuano ad accumularsi, quindi anche quando la domanda si stabilizzerà, le imprese dovranno utilizzare le scorte e ci vorrà tempo perchè la produzione ricomincia partire” aggiunge Luigi Speranza di Bnp Paribas.

Ma accanto alle scorte, gli altri due settori preoccupanti e legati a doppio filo con l‘industria italiano sono quello degli investimenti e dell‘export.

“Non si era mai vista una contrazione così forte degli investimenti” dice Mameli. “I numeri negativi sono pesanti”. L‘intero sottoindice mostra un calo su trimestre del 6,9%, ma sono anche peggiori i suoi sottocomparti: mezzi di trasporto (-10,9%), macchinari/attrezzature (-8,4%) e costruzioni (-5,1%).

“A questi dati si aggiunge l‘andamento negativo dell‘export, che potrebbe essere ulteriormente danneggiato in futuro dalla debole domanda internazionale, visti i dati deboli che stanno arrivando dei principali partner commerciali” aggiunge Mameli.

Stamane la produzione industriale tedesca di gennaio ha mostrato un calo del 7,5% su mese, mentre quella francese è risultata in calo del 3,1%.

ANCHE DOMANDA PRIVATA IN CALO, BENCHE’ SI TEMESSE PEGGIO

Anche la domanda dei consumi privati è risultata molto debole, anche se alcuni economisti si attendevano un risultato anche peggiore dopo aver visto quello debole dell‘intera zona euro.

“Il dato aggregato della domanda dei consumi privati nella zona euro aveva mostrato un calo dello 0,9%, peggiore delle attese anche perchè a fronte di una sostanziale tenuta di quelli di Germania (-0,1%), Francia (+0,5%), Olanda (+0,5%): temevo quindi un calo anche più vistoso del -0,8% che abbiamo visto, che rimane comunque un dato non buono” dice Valli.

Ed è proprio questa voce che gli economisti si aspettano un segnale di ripresa.

“I primi segnali di ripresa potrebbero emergere nella spesa dei consumatori” dice Marco Ricci di Centrosim notando che “i salari reali stanno ancora crescendo”.

“In Italia ci può essere un ritorno alla crescita a partire dal terzo trimestre. Le imprese, prima devono raccogliere gli utili, e poi possono iniziare a investire” aggiunge.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below