11 marzo 2009 / 16:22 / tra 9 anni

Fmi, per Strauss-Kahn pulizia banche troppo lenta

DAR ES SALAAM (Reuters) - Le economie avanzate si stanno muovendo troppo lentamente sul tema della pulizia dei bilanci bancari, rischiando di mettere in pericolo la ripresa economica attesa per il 2010.

<p>Il direttore generale del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn. REUTERS/Stephen Jaffe/International Monetary Fund/Handout</p>

Lo ha detto in un‘intervista a Reuters il direttore generale del Fondo, Dominique Strauss-Kahn, che ha lanciato ieri un monito sulla possibilità che l‘economia mondiale registri addirittura una contrazione nel 2009.

Oggi il numero uno del Fondo spiega che la previsione è ancora quella di una ripresa mondiale a partire da metà 2010, ma a condizione che i governi siano rapidi nell‘attuare misure di stimolo e nello spingere le banche a liberarsi dei titoli tossici.

“Sul fronte della ristrutturazione delle banche si sta procedendo veramente con ritardo” dice Strauss-Kahn a Reuters in un‘intervista dopo una conferenza del Fondo sulle economie africane. “Se continuerà così per altri due o tre mesi allora sarà difficile avere una ripresa nel 2010”.

La nuova amministrazione Usa ha delineato un piano per rimuovere gli asset tossici dai bilanci bancari.

“Gli Usa devono dirci esattamente cosa intendono fare su questo fronte” dice Strauss-Kahn, aggiugendo che porterà questo messaggio all‘incontro dei ministri finanziari del G20 a Londra venerdì e sabato prossimi.

Il segretario del Tesoro Usa, Timothy Geithner, ha presentato il piano sulle banche lo scorso 10 febbraio, ma ha fornito scarsi dettagli sul funzionamento, deludendo i mercati. Da allora, il Tesoro Usa ha deciso di salvare Citigroup convertendo le preferred share in suo possesso in capitale.

ANCORA SPAZIO PER NUOVI PIANI DI STIMOLO

Parlando dei piani di sostegno all‘economia varati dalle diverse economie, Strauss-Kahn sottolinea che le azioni sono ora maggiormente coordinate, ma ritiene che ci sia “ancora spazio per ulteriori aiuti”.

Il Fondo ha proposto che i governi con risorse disponibili si uniscano per lanciare un piano di aiuti mondiale con importo pari al 2% del Pil mondiale, intorno a 1.200 miliardi di dollari. Al momento la somma dei piani fiscali si aggira attorno a 1,5% del Pil globale.

Sul fronte dei paesi emergenti, il numero uno del Fondo si dice preoccupato dall‘impatto della crisi sulle economie emergenti. Stime preliminari della Banca mondiale pubblicate questa settimana indicano che nel corso del 2009 scadranno bond corporate per circa 1.000 miliardi di dollari nei paesi emergenti, a fronte di un debito totale in pagamento in questi paesi per 2.000-3.000 miliardi. Gran parte di questo debito è in valuta estera e, quindi, il rischio di cambio e quello di rifinanziamento sono sopportati dai bilanci di banche, società e famiglie che risiedono nei paesi emergenti.

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