4 marzo 2009 / 15:00 / 9 anni fa

Bankitalia vede Pil 2009 a -2,6% per debole trim4 2008

ROMA (Reuters) - A causa dell‘effetto di trascinamento dell‘ultimo debole trimestre del 2008 la Banca d‘Italia vede a -2,6% dal -2% indicato a gennaio la stima sul Pil italiano 2009.

<p>Una sede della Banca d'Italia a Roma. BANKG REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

Lo ha detto il vicedirettore generale di via Nazionale, Ignazio Visco, nella lezione inagurale del Master di Economia Pubblica alla Sapienza dal titolo ‘la crisi finanziaria e le previsioni degli economisti’.

Riferendosi alla previsione della crescita del Pil in Italia presentata nel Bollettino Economico della Banca d‘Italia dello scorso gennaio, Visco ha detto che “come si ricorderà essa indicava una flessione per il 2009 pari al 2 per cento e una ripresa della crescita allo 0,5 per cento nel 2010. Particolare importanza assumeva, al riguardo, il trascinamento del risultato, particolarmente negativo, stimato per il quarto trimestre del 2008”.

“In realtà, i dati pubblicati dall‘Istat sono risultati per questo trimestre ancor più negativi, riflesso di una sottostima nel modello dell‘evoluzione della domanda mondiale. Tenendone ”meccanicamente“ conto e mantenendo il profilo di graduale ma continua uscita dalla crisi implicito nell‘esercizio previsivo di gennaio, si vede come da una caduta del PIL del 2 per cento si passi per quest‘anno a una caduta del 2,6 per cento”, prosegue l‘economista.

Dopo l‘intervento di Visco fonti della Banca d‘Italia hanno precisato che “le trasposizioni meccaniche di dati non sono previsioni macroeconomiche”.

Secondo dati preliminari Istat diffusi il mese scorso, il Pil del quarto trimestre 2008 è sceso dell‘1,8% sul trimestre precedente.

Il governo, nella nota di aggiornamento al Programma di stabilità pubblicato ai primi di febbraio, ha indicato un andamento del Pil 2009 a -2% e a +0,3% nel 2010.

Più vicine a quelle della Banca d‘Italia le stime di Confindustria che vede una flessione del prodotto interno lordo di oltre il 2,5% quest‘anno.

Visco, che prima di assumere l‘incarico in Bankitalia è stato chief economist dell‘Ocse, nota come gli economisti non abbiano colto tempestivamente la portata della crisi che si stava abbattendo sui mercati finanziari e l‘impatto che avrebbe avuto sull‘economia globale.

“Nei primi mesi del 2008, quando già da un semestre permanevano nei mercati interbancari tensioni eccezionalmente elevate che stavano gradualmente contagiando altri comparti, secondo la media delle valutazioni formulate dagli operatori professionali censiti da Consensus Forecasts il tasso di crescita del prodotto previsto per il 2009 sarebbe stato prossimo al 3 per cento negli Stati Uniti, al 2 nell‘area dell‘euro e all‘1,5 in Italia”, nota Visco.

E anche nel corso del 2008, nonostante l‘infittirsi dei segnali negativi, “le stime sono state sì riviste al ribasso, ma, fino all‘autunno, molto lentamente; ancora in ottobre (il mese successivo a quello del fallimento di Lehman Brothers) gli analisti si attendevano una dinamica positiva, anche se contenuta, del Pil negli Stati Uniti, nell‘area dell‘euro e nel nostro paese”, aggiunge il vice direttore generale di Bankitalia.

“Ora, a distanza di oltre un anno e mezzo dall‘esplosione della crisi, si prevede una contrazione del prodotto per il 2009 dell‘ordine del 2% o più in tutte le tre economie menzionate. Nell‘arco di un anno, le previsioni di crescita del Pil sono state quindi riviste al ribasso per 4-5 punti percentuali; si tratta di correzioni di entità assolutamente eccezionale”, conclude Visco.

Il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti direbbe: “Silete economisti”.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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