3 marzo 2009 / 15:07 / tra 9 anni

Fiat, fiducia "totale" intesa Chrysler, impegno Pomigliano

GINEVRA (Reuters) - Fiat è assolutamente fiduciosa che l‘intesa con Chrysler andrà in porto e l‘AD Sergio Marchionne sarà nei prossimi giorni negli Stati Uniti per proseguire le trattative con le autorità federali.

Lo ha detto lo stesso Marchionne a margine del salone dell‘auto di Ginevra, aggiungendo che, grazie agli incentivi, lo stabilimento di Melfi “regge”, mentre la situazione “è più difficile” a Pomigliano d‘Arco, per il quale c’è però un impegno a lavorare per mantenere lo stabilimento.

“Vado nei prossimi giorni per continuare i discorsi con l‘autorità federale (Usa)”, ha detto Marchionne, con riferimento all‘accordo con Chrysler.

“Totalmente”, ha risposto a chi chiedeva se ritenesse che l‘intesa verrà finalizzata con successo. L‘obiettivo di Fiat “è creare qualcosa che crei valore nel medio e lungo periodo”.

Marchionne ritiene inoltre che il termine del 31 marzo, entro il quale il governo Usa deve decidere se approvare il piano Chrysler, non sarà spostato in avanti.

Il numero uno di Fiat critica Moody’s che ha tagliato il rating del gruppo. “Sono disposto a fargli vedere un po’ di numeri”, ha detto Marchionne con riferimento all‘analista dell‘agenzia di rating. “E’ la stessa agenzia che in un primo momento si è rifiutata di riconoscere il risanamento Fiat e poi ha cambiato idea non appena il mercato ha girato”.

ATTESE CONSOLIDAMENTO, ESCLUDE INTEGRAZIONE CON BMW, PSA

Il numero uno di Fiat ha ripetuto che prevede un consolidamento del settore auto. “Sono veramente convinto che in un periodo piuttosto corto si arriverà a 5 o 6 produttori”, ha detto. “Gli investimenti necessari per fare un po’ di utili erano una realtà evidente prima ed è ancora più chiara ora”.

Alla domanda di un giornalista sull‘ipotesi di un‘integrazione di Fiat con Bmw e con PSA, Marchionne gli ha risposto: “Ha sognato bene stanotte?”. Poi ha aggiunto: “Non oggi”.

OBIETTIVO MANTENERE STABILIMENTO POMIGLIANO

“Melfi è specializzata sulla Punto e il mercato si sta riprendendo”, ha detto l‘AD. “A Melfi abbiamo ricominciato a produrre. Regge grazie al sistema di eco-incentivi”.

“Per Pomigliano stiamo cercando di capire cosa fare per il futuro”, ha detto l‘AD. “L‘obiettivo è comunque quello di mantenere lo stabilimento”.

Sempre su Pomigliano, se “torniamo a livelli di normalità il problema si gestisce in tempi ragionevoli. Se il mercato continua a scendere a questa velocità e rimane sul fondo”, la situazione è più difficile.

Sui timori di una chiusura dell‘impianto, i lavoratori di Pomigliano hanno attuato nei mesi scorsi diverse forme di lotta e domenica scorsa il Pontefice si è rivolto a una delegazione dei lavoratori Fiat campani e ha chiesto un impegno delle autorità per difendere i dipendenti e le loro famiglie.

Le immatricolazioni di gennaio hanno segnato un calo di oltre il 30% su anno, quelle di febbraio di circa il 24%, ma con una ripresa degli ordini. Fiat ha registrato a febbraio un aumento degli ordini del 30% su anno.

INCENTIVI, BENE GOVERNO ITALIANO, MA SQUILIRI IN EUROPA

Il numero uno di Fiat parla molto bene dell‘intervento del governo a favore del mercato dell‘auto, ma ribadisce che è necessario che gli aiuti siano dati in modo uniforme in Europa, per non creare vantaggi competitivi.

“Riconosco completamente l‘impegno del governo Berlusconi e ringrazio perchè hanno fatto un bellissimo lavoro”, ha detto l‘AD. “Un impegno simile non si può ignorare”.

“Ma quando i due maggiori produttori francesi ricevono 6 miliardi di euro, la Fiat è messa con le spalle al muro”, ha aggiunto. “Noi continuiamo a guardare quale sarà l‘atto finale sulla struttura finanziaria del gruppo e la sua capacità di combattere. Non possiamo fare a botte con le mani legate”.

Gli aiuti bisogna darli “a tutti o a nessuno”.

Quindi anche se il governo tedesco rilevasse Opel si creerebbe una situazione squilibrata, ha aggiunto.

“Non voglio dire al governo Berlusconi cosa deve o non deve fare, ma deve riconoscere che questo è un problema che si è creato nei mercati e che deve essere risolto”, ha detto l‘AD.

DOMANDA AUTO ITALIA MARZO IN LINEA O MIGLIORE di 2008

Fiat Auto vede la domanda in Italia a marzo in linea o leggermente migliore rispetto a un anno prima e punta a vendere quest‘anno in Italia oltre 100.000 vetture a metano, rispetto alle 68.000 del 2008, ha detto Lorenzo Sistino, responsabile del brand Fiat. Fiat punta a vendere più di 100.000 veicoli a metano rispetto alle 68.000 del 2008 e 40.000 a Gpl.

FIAT SMENTISCE ANCORA IPOTESI AUMENTO

“E’ un‘ipotesi bizzarra”, ha risposto l‘AD Fiat a una domanda su una ricapitalizzazione. “Non capisco sulla base di che cosa e per fare cosa”. “Capisco che i banchieri in questa fase siano un pochino confusi, ma...”

Il 17 febbraio Fiat ha smentito indiscrezioni stampa, dicendo che non è allo studio alcun aumento di capitale.

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