26 febbraio 2009 / 10:52 / 9 anni fa

G7,Tremonti:global standard finanza strategici presidenza Italia

ROMA (Reuters) - Le regole per una nuova governance della finanza internazionale sono il punto strategico per la presidenza italiana del G7.

Lo ha ribadito il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti nel corso di un‘audizione in Parlamento, audizione nella quale ha spiegato nuovamente come all‘incontro di Roma del 13 febbraio i “legal standard” siano stati derubricati nei più generici “global standard”.

“C’è naturalmente un fondamentale interesse a contribuire agli strumenti messi in atto per fronteggiare la crisi ma c’è un punto fondamentale. Sino a qualche tempo fa sarebbe stato non rilevante, da ultimo è diventato strategico, quello delle regole e dell‘ordine”, ha detto Tremonti parlando della sua proposta nota come Global standard.

“Quando dico ordine e regole, ordine e diritto, non dico meccanismi di autoregolamentazione, non parlo dell‘autoregolamentazione che dovrebbero proporsi e applicare organismi amministrativi, corpi di sorveglianti che si autoregolamentano. Dico strumenti, governo e Parlamento che identificano il diritto. Un diritto che deve estendersi alle basi dei meccanismi del mercato, la proprietà, la trasparenza”, ha detto Tremonti.

Il ministro non ha nascosto le difficoltà mosse al progetto dai partner del G7 finanziario, che si è riunito a Roma il 13 e 14 febbraio scorso: “Questa è stata la proposta, denominata all‘inizio Legal standard. Era un modo per indicare un messaggio semantico e definire quello che dovevamo fare. Ci sono state alcune dialettiche, anche interessanti, del tipo ‘non usare la parola legal, usa la parola global standard’”.

“Legal standard evoca uno strumento molto vincolativo, hanno detto: ‘Vorremmo utilizzare una formula in cui l‘obbligo è molto attenuato’. E tuttavia, global o legal, passa l‘idea di standardizzare la proprietà e gli elementi fondamentali del mercato”, ha spiegato il ministro.

Tremonti è tornato a criticare il processo di deregulation che ha caratterizzato la finanza negli ultimi anni, soprattutto in tema di derivati: “Tutti i canoni del capitalismo che abbiamo sono basati sul modello della società di capitali, intorno a tutto questo sono organizzati i meccanismi di controllo. Molti strumenti post moderni sono ordinati fuori da questo schema: hedge fund e equity fund sono totalmente fuori dallo schema classico del capitalismo”.

“In questo momento il valore nozionale dei derivati è 12,5 volte il Pil del mondo. Il valore netto, la differenza di partite che si ottiene nettizzando gli importi nozionali, è 40 trilioni di dollari, il piano della presidenza americana è un trilione di dollari. Questo per dare l‘idea della degenerazione”, ha detto Tremonti.

Anche l‘attuale configurazione degli organismi internazionali è secondo il ministro inadeguata: “Il G7-G8 non è più rappresentativo di tutti i maggiori Paesi del mondo. Tanto il G7 è limitato tanto il G20 è asimmetrico, perché non rappresenta parti molto rilevanti del mondo, il mondo arabo, oppure l‘Africa. sono aree fondamentali del mondo che non trovano adeguata configurazione in G20”.

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