26 febbraio 2009 / 07:27 / tra 9 anni

Usa lanceranno "stress test" per banche, Borse Asia ok

di David Lawder e Richard Cowan

<p>Il presidente americano Barack Obama. REUTERS/Jim Young</p>

WASHINGTON (Reuters) - Gli Stati Uniti hanno lanciato un programma “test di stress” per valutare la resistenza delle banche a un possibile aggravamento della recessione, mentre gli investitori attendono la proposta di budget del presidente Barack Obama per capire quale sostegno darà all‘economia.

Gli “stress test”, vincolanti per la ventina di istituti che contano ognuno su un patrimonio di oltre 100 miliardi di dollari, saranno utilizzati per determinare se le banche hanno bisogno di altro capitale grazie a un nuovo programma del Tesoro Usa per gli investimenti in stock, preferiti dal governo, che possano essere convertiti in azioni comuni.

Il piano dà qualche speranza che il settore bancario, oggi in difficoltà, possa avvicinarsi alla ripresa. E su questa speranza oggi i mercati azionari asiatici hanno registrato un rialzo. Ma al tempo stesso, esso mette in evidenza il costo crescente del sostegno al settore finanziario e più in generale all‘economia Usa.

Tutti gli occhi sono puntati dunque sulla prima proposta di budget dell‘amministrazione Obama, che dovrebbe arrivare oggi in giornata al Congresso, aprendo la discussione su come rianimare l‘economia, creare un nuovo sistema sanitario e al tempo stesso ridurre un deficit oggi fuori controllo.

“Non sarà una passeggiata”, ha profetizzato Maya MacGuineas, presidente del Comitato per un Bilancio Federale Responsabile, che chiede controlli più rigidi per ridurre la spesa in deficit.

Obama si è anche impegnato a ridurre le sovvenzioni alle grandi imprese agricole: decisione destinata a riaprire una lunga polemica sulla necessità e le modalità di riforma del tradizionale sostegno Usa ai suoi agricoltori.

NERVOSISMO IN GIAPPONE

I mercati cercheranno oggi rassicurazioni sul fatto che il governo ha un‘idea chiara di come finanziare i propri piani per ricostruire l‘economia Usa, il che significa che uno scontro prolungato sul budget potrebbe danneggiare la fiducia.

Ieri i mercati azionari Usa hanno chiuso in calo, delusi dalla mancanza di dettagli sul piano di ripresa della crescita nel primo discorso tenuto dal presidnete a Camere riunite.

A contribuire al calo, anche i dati sulle vendite di case già costruite, che a gennaio sono calate a un tasso di crescita che non si registrava dal luglio 1997.

I dati hanno aiutato il dollaro a rafforzarsi sui mercati esteri, raggiungendo oggi un massimo di tre mesi contro lo yen, colpito dai timori di un ulteriore deterioramento dell‘economia giapponese.

La debolezza della moneta ha aiutato la Borsa giapponese, e particolarmente le azioni di esportatori come Nissan Motor. Al rialzo del Nikkei ha contribuito anche la speranza che il pano americano dia davvero maggiore stabilità al settore finanziario. In rialzo anche la Borsa sudcoreana.

La Banca del Giappone ha tagliato i tassi di interesse, ormai prossimi allo zero, e ha iniziato ad acquistare asset di varie aziende per combattere la recessione.

UN DATO POSITIVO L‘AUSTRALIA

Una sorpresa è venuta però dall‘Australia, col balzo inatteso del 6% negli investimenti business nel quarto trimestre. Un‘indicazione che l‘economia locale potrebbe aver evitato per ora la recessione, che ha anche fatto ripensare le previsioni su un taglio dei tassi d‘interesse la settimana prossima.

“Sospettiamo che sia l‘ultimo hurra per gli investimenti e che da qui in poi ci sia il calo”, ha detto Su-Lin Ong, senior economist di Rbc Capital Markets.

Tutti i segni indicano che le difficoltà del settore bancario mondiale sono in atto e persisteranno per un po’ di tempo.

Oggi la Gran Bretagna dovrebbe presentare i dettagli del piano per limitare le perdite delle banche a circa 500 miliardi di sterline di asset a rischio, una misura pensata per evitare ulteriori nazionalizzazioni.

E contemporaneamente Royal Bank of Scotland dovrebbe registrare una perdita da record in Gran Bretagna, una cifra che potrebbe arrivare a 28 miliardi di sterline, e annunciare una ristrutturazione profonda, prevedendo anche limiti a ulterori perdite dai cosiddetti “risky assets”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below