21 febbraio 2009 / 10:43 / 9 anni fa

Banche, Draghi: serve luce su poste dubbie,perdite future

<p>Mario Draghi. REUTERS/Remo Casilli</p>

MILANO (Reuters) - Gli istituti di credito italiani hanno retto finora relativamente bene alla crisi internazionale. Ma inevitabilmente i morsi della recessione europea, che crea rischi sia nell‘attività tradizionale che in quella nelle economie emergenti, finiranno per avere impatti sui loro bilanci.

Per questo “si richiede alle banche di far piena luce sulle poste problematiche presenti nei loro bilanci dall‘inizio della crisi” e di dare “una valutazione prospettica realistica e severa delle perdite su crediti che inevitabilmente si produrranno nei prossimi mesi”, osserva il governatore di Banca d‘Italia, Mario Draghi, nel suo discorso al convegno Aiaf, Assiom, Atic-Forex.

Una volta effettuata l‘operazione-trasparenza, è in base a questa analisi che gli istituti di credito devono basare le loro politiche di bilancio e di remunerazione degli azionisti, le decisioni di ricapitalizzazione e la remunerazione del management.

“Occorre provvedere rafforzando i presidi prudenziali di fronte al deteriorarsi della congiuntura”, avverte il governatore, creando al tempo stesso le condizioni per garantire i flussi adeguati di credito.

IPOTESI GARANZIA PUBBLICA SU SENIOR TRANCHES NUOVI CREDITI

Per l‘Italia si potrebbe considerare “l‘emissione di garanzie pubbliche sulle senior tranches di insiemi di nuovi crediti: trattenuta sui propri bilanci una parte del rischio, le banche potrebbero più agevolmente collocarli sul mercato”, ridando vita a un canale di finanziamento oggi inaridito.

Il rafforzamento patrimoniale delle banche, fattore chiave per mantenere un‘offerta adeguata di credito preservando criteri sani e prudenti, deve essere pragmatico: le banche devono adottare tutte le misure necessarie e cogliere le opportunità.

In quest‘ottica, per Draghi, non si esiti a usare i Tremonti bond, freschi di approvazione Ue, se i fondi messi a disposizione sono adeguati, le condizioni ragionevoli e non ci sono ingerenze amministrative nelle scelte imprenditoriali.

Inoltre per Draghi è opportuno riconsiderare il trattamento fiscale delle perdite su crediti che in Italia “ha effetti prociclici” al contrario di quanto avviene in altri paesi europei. “Prevediano che (le perdite su crediti) cresceranno considerevolmente nei prossimi mesi” ha aggiunto a braccio il governatore nel corso del suo intervento.

Dall‘inizio dell‘instabilità finanziaria fino al terzo trimestre del 2008, ha ricordato, i maggiori gruppi bancari italiani hanno registrato svalutazioni connesse con la crisi per circa 4,5 miliardi “un ammontare significativo ma inferiore a quello delle principali banche estere”.

Circa il 2008, i risultati netti, pur riducendosi, sono rimasti comunque positivi e il capitale nel complesso si è mantenuto sopra i minimi regolamentari.

Il problema maggiore, ha sottolineato, è stato la carenza di liquidità. Da gennaio c’è stato qualche segno del riavviarsi del mercato delle obbligazioni “ma la ripresa è fragile, esposta a forti incertezze”.

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