17 febbraio 2009 / 10:32 / 9 anni fa

Crisi economia, Usa: risposta globale coordinata

di Elizabeth Piper

<p>Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton in visita in Giappone. REUTERS/Tomohiro Osumi/Pool (JAPAN)</p>

LONDRA (Reuters) - Un nuovo rapporto che suggerisce che la recessione economica dell‘Europa orientale trascinerà le banche occidentali in una crisi ancora più profonda, ha fatto crescere oggi la preoccupazione dell‘impatto negativo delle economie emergenti sulla recessione dell‘Occidente.

L‘euro è calato e le azioni delle banche europee sono state colpite dal report di Moody‘s, che sottolinea la debolezza fiscale di gran parte dell‘Europa dell‘Est.

L‘aumento dei costi di prestito delle banche e la svalutazione della moneta peseranno sulla redditività delle banche contribuendo all‘erosione del loro capitale di base, ha spiegato Moody’s in un comunicato.

Gran parte del globo è in recessione economica a causa di una crisi finanziaria innescata dal collasso del mercato edilizio americano e dei mutui subprime.

L‘Europa orientale è stata particolarmente colpita: l‘Ucraina ex sovietica ha assistito a una contrazione superiore a un terzo della produzione industriale, la peggiore riduzione in più di un decennio.

I governi sono intervenuti con una serie di misure, come i pacchetti di stimolo, nel tentativo di evitare l‘inasprirsi della recessione, ma spesso sono stati criticati per aver anteposto l‘interesse della nazione agli impegni commerciali.

AGIRE INSIEME

“Quello che mi sciocca e mi dispiace è che nell‘arena internazionale ... tutti siano d‘accordo sulla necessità di lavorare insieme”, ha detto Dominique Strauss-Kahn, presidente di Imf, alla radio France Inter.

“Poi quando tornano a casa, tutti hanno dei vincoli nazionali, ognuno agisce in modo un po’ diverso e a volte un po’ contraddittorio ed è per questo che corriamo dei rischi”.

Il pacchetto di stimolo da 787 miliardi di dollari che dovrebbe essere firmato dal presidente Usa Barack Obama nella giornata di oggi, è stato criticato per la sua clausola “Buy American” secondo cui le aziende devono usare acciaio e altri prodotti americani.

L‘aumento delle preoccupazioni circa l‘andamento dell‘economia globale e dei profitti delle aziende ha spinto le borse ai minimi delle ultime due settimane, e alcuni decisionisti, visti gli scarsi risultati ottenuti fino ad ora dalle misure del governo, hanno iniziato a valutare altre ipotesi.

Ewald Nowotny, membro del board della Banca centrale europea, ha affermato che l‘Europa ha ancora spazio per ridurre i saggi di interesse aggiungendo però di “non essere a favore di tassi nominali allo zero, che significano tassi reali negativi”.

“C’è, mentre l‘economia e i tassi continuano a scendere, un dibattito che verte sull‘esistenza di misure aggiuntive, non convenzionali. E’ una cosa di cui si discute alla Bce e bisogna vedere come si svilupperà”, ha detto in un‘intervista al Financial Times.

In Asia, il Giappone ha subito una contrazione peggiore rispetto alle altre grandi economie a causa della sua forte dipendenza dalle esportazioni e della bassa domanda interna.

Il primo ministro giapponese Taro Aso ha nominato il 70 enne ministro dell‘Economia Kaoru Yosano come ministro delle Finanze dopo le dimissioni di Shoichi Nakagawa. Nakagawa è stato costretto a negare che era ubriaco al meeting del G7 a Roma.

“Con le dimissioni di Nakagawa al governo manca una persona che porti aventi nuove azioni a supporto dell‘economia, in condizioni sempre peggiori”, ha detto Koichi Haji, dell‘istituto di ricerca Nli.

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