14 febbraio 2009 / 17:37 / 9 anni fa

G7, forte risposta a crisi e condanna protezionismo

<p>Il palco delle conferenze stampa al G7 di Roma. REUTERS/Chris Helgren (ITALY)</p>

ROMA (Reuters) - Il G7, temendo un ritorno degli errori che hanno amplificato la grande depressione degli Anni 30, farà quanto possibile per combattere la recessione economica ed evitare che siano assunti provvedimenti protezionistici.

È quanto si legge nel comunicato che chiude i lavori del summit, svoltosi tra ieri e oggi a Roma.

Nelle pieghe del documento si nota anche un tono più conciliante nei confronti della Cina, dopo le dichiarazioni del segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner, che aveva accusato di recente Pechino di manipolare il tasso di cambio dello yuan.

La nota, non molto diversa dalla bozza che Reuters ha diffuso ieri sera, sembra messa a punto anche per mitigare i timori di chi vede i governi determinati a varare misure di sostegno all‘occupazione e alle industrie nazionali rinunciando al rispetto dei principi di concorrenza e libero scambio.

Mentre il G7 era in corso nella notte, infatti, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato il piano anticrisi da 787 miliardi di dollari dell‘Amministrazione Obama che contiene decine di miliardi di investimenti in opere pubbliche, investimenti vincolati però all‘acquisto di beni e materie prime - come l‘acciaio - prodotti negli Stati Uniti, sintetizzato nello slogan ‘buy American’.

Secondo il ministro dell‘Economia italiano, Giulio Tremonti, “c’è stata una discussione tutta convergente sul punto: il protezionismo è negativo”.

Il cancelliere dello Scacchiere britannico Alistair Darling ha detto di aver discusso con Geithner del cosiddetto “buy american” e che “gli Stati uniti sono consapevoli delle loro responsabilità verso il resto del mondo”.

La clausola “buy american” non è la sola a preoccupare il G7. Le misure di sostegno all‘industria dell‘auto in Francia e Italia hanno sollevato preoccupazioni, come pure le campagne anti-italiani in Gran Bretagna per assicurare il lavoro ai cittadini inglesi.

Sul “buy American” Geithner, alla sua prima uscita internazionale, apprezzato dai colleghi per i toni distesi e concilianti, ha voluto assicurare che lo stesso Barack Obama ha ben presenti le preoccupazioni internazionali.

Il comunicato G7 aggiunge che stabilizzare economia e mercati finanziari è essenziale e che tutti devono collaborare utilizzando ogni mezzo di politica economica per assicurare il massimo effetto.

“Continueremo a lavorare insieme per evitare effetti indesiderabili e distorsioni”, dice il comunicato.

Altro tema discusso è stato quello del tasso di cambio dello yuan cinese. Il comunicato G7 è stato più conciliante rispetto alla riunione di ottobre, lanciando un esplicito apprezzamento dell‘impegno a un regime valutario più flessibile assunto da Pechino. Nessun riferimento, come ampiamente anticipato ma non considerato scontato dai mercati, ad altre valute.

“Il tono più conciliante sulla Cina è la differenza chiave rispetto al precedente comunicato”, ha detto Geoffrey Yu, analista di Ubs commentando l‘esito del summit.

Tremonti ha detto che dall‘incontro di Roma parte un percorso per la riscrittura delle regole economiche a livello internazionale che potrà portare alla formazione di un “nuovo ordine”. Il documento finale del G7 non menziona i cosiddetti “legal standard” sulla cui necessità il presidente italiano di turno del G7 aveva insistito nei giorni scorsi: si parla più genericamente di “common principle and standard”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below