14 febbraio 2009 / 14:06 / tra 9 anni

Obama promette di mettere in atto in fretta il piano economico

di Matt Spetalnick

<p>U.S. President Barack Obama gives a thumbs up as he walks with his daughter Malia and other members of his family (not pictured) towards Marine One on the South Lawn of White House in Washington, February 13, 2009. The first family is travelling to their Chicago home for the President's Day long weekend. REUTERS/Jason Reed (UNITED STATES)</p>

CHICAGO (Reuters) - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha salutato oggi l‘approvazione che il Parlamento ha dato al suo piano di stimoli per l‘economia da 787 miliardi di dollari come una “grande pietra miliare sulla nostra strada per la ripresa” e ha promesso di fare in fretta per mettere in moto il piano.

“Presto firmerò e convertirò in legge questo piano, e cominceremo immediatamente a fare gli investimenti necessari per far tornare la gente al lavoro”, ha detto Obama, godendosi la sua più grande vittoria parlamentare da quando è entrato in carica il 20 gennaio.

Il Senato ha dato la sua approvazione, 60 voti a 38, la scorsa notte, ore dopo l‘approvazione da parte della Camera dei deputati, 246 voti a favore e 183 contrari, mettendo fine a settimane di discussioni su come far uscire meglio l‘economia dalla profonda depressione in cui è precipitata.

Obama e i democratici, che controllano il Parlamento, non sono riusciti a convincere molti repubblicani, non ottenendo così il sostegno bipartisan che volevano per il loro massiccio pacchetto di investimenti e taglio di tasse.

Ma Obama ha considerato con noncuranza i battibecchi sul piano di stimoli all‘economia, definendoli “salutari differenze di opinione”.

“Il Congresso ha approvato il mio piano di ripresa economica: un piano ambizioso in un momento in cui ne abbiamo un grandissimo bisogno”, ha detto nel suo discorso settimanale alla radio, durante il suo primo viaggio a casa a Chicago da quando è salito alla presidenza. “Questa è una grande pietra miliare sulla nostra strada per la ripresa”.

Obama - che aveva messo in guardia sul rischio che la crisi economia si trasformi in una catastrofe in mancanza di un rapido intervento del governo - ha detto che il piano di stimoli all‘economia getterà “nuove fondamenta” per la crescita.

La Casa Bianca ha detto che ci varrà circa un mese perché il denaro comincia ad affluire. Ma è primaria preoccupazione fra gli economisti che gli stimoli economici arrivino troppo tardi per avere effetti positivi nel 2009.

Obama ha mantenuto elevata la sua popolarità fra gli americani affrontando l‘economia come la sua principale priorità interna. Il suo piano comprende il taglio delle tasse alla classe media, finanziamenti per realizzare infrastrutture, aiuto ai poveri e investimenti in energia alternativa.

Il presidente Usa prevede che il suo piano metta in salvo o crei complessivamente più di 3,5 milioni di posti di lavoro nei prossimi due anni.

Ma il dibattito parlamentare sul piano ha evidenziato anche aspre divisioni su come dare un impulso all‘economia, che registra un tasso di disoccupazione del 7,6%, e al settore bancario che ha quasi congelato l‘attività del prestito.

Al Senato, che conta 100 seggi, solo tre repubblicani hanno approvato il piano, mentre alla Camera il disegno di legge non ha avuto dalla sua parte nessuno dei repubblicani, che ritengono nel pacchetto ci siano troppe spese e non abbastanza tagli fiscali. La versione finale del piano ha il 36% di tagli di tasse e il 64% di finanziamenti e altre spese.

La senatrice Lisa Murkowsky, che ha pronunciato il discorso alla radio per i repubblicani, ha detto che i democratici devono tenere a mente che i finanziamenti erogati per gli stimoli “non sono soldi del monopoli” e si aggiungono al deficit federale. “Molte delle spese sono sprechi”.

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