13 febbraio 2009 / 09:28 / 9 anni fa

Pil Italia: 2008 al minimo dal 1993, in 4° trimestre da 28 anni

<p>Una cliente in un suoermercato italiano. REUTERS/Dario Pignatelli (ITALY)</p>

MILANO/ROMA (Reuters) - Affonda la crescita italiana nell‘ultimo trimestre 2008 e l‘anno si chiude con una contrazione dello 0,9% che rende ora troppo ottimistica la previsione del governo di un calo del Pil del 2% nel 2009.

Istat calcola infatti che l‘effetto di trascinamento sull‘anno in corso sia di -1,8%, il risultato previsto a fine anno se la crescita dovessere risultare zero in ogni trimestre.

“La contrazione del Pil 2009 dovrebbe essere ben superiore al -2% delle previsioni governative e potrà collocarsi tra -2,5% e -3%”, commenta Paolo Mameli di Intesa SanPaolo.

Anche per Marco Valli di UniCredit Mib quest‘anno si andrà “molto vicini al -3%”.

Tra ottobre e dicembre il Pil italiano è crollato dell‘1,8% su trimestre e del 2,6% su anno. La flessione trimestrale rappresenta il risultato peggiore da almeno 28 anni, vale a dire dall‘inizio delle serie storiche nel 1980.

In media d‘anno il Pil 2008 si è contratto dello 0,9% con il maggior calo dal 1993.

Le attese per l‘ultimo trimestre erano ferme a -1,2% ma un dato di produzione industriale di dicembre peggiore del previsto e revisioni negative su ottobre e novembre proiettavano rischi al ribasso sul consensus degli analisti.

Il dato comunicato da Istat si colloca in corrispondenza della più pessimista tra le 26 stime raccolte da Reuters per la variazione trimestrale.

La crescita del quarto trimestre ha deluso ovunque in Europa evidenziando tuttavia una tenuta migliore dell‘economia francese rispetto a quella tedesca.

Il Pil dell‘area euro su trimestre si è contratto dell‘1,5% segnando il peggior risultato di sempre (-1,2% su anno). Sull‘intero 2008 la crescita del blocco dell‘euro si ferma a 0,7%.

La crisi originatasi nel settore immobiliare statunitense sembra aver finito per colpire con più violenza l‘Europa degli Stati Uniti. Nell‘ultimo trimestre 2008, oltreoceano, la crescita ha frenato dell‘1% circa in termini congiunturali.

La Germania ha visto il Pil contrarsi del 2,1%, invece dell‘atteso -1,8%, tra ottobre e dicembre. La Francia invece ha limitato la flessione a 1,2%, appena un decimo di punto oltre il consensus, grazie alla relativa tenuta dei consumi e a un calo non drammatico degli investimenti.

Dietro il dato italiano invece gli analisti ritengono si nasconda un contributo fortemente negativo di esportazioni e investimenti, oltre a un calo dei consumi comunque non paragonabile alla frenata attesa per le altre due voci.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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