10 febbraio 2009 / 15:29 / tra 9 anni

Italia, Gros-Pietro: la priorità è salvaguardare il debito

di Stefano Bernabei e Deepa Babington

ROMA (Reuters) - Solo il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti può dire oggi se l‘Italia è in grado di spendere altri soldi pubblici contro la crisi economica ed è comunque prioritario che egli salvaguardi la credibilità della finanza pubblica.

Lo ha detto Gian Maria Gros-Pietro, economista, presidente di Atlantia e consigliere di amministrazione di Fiat ed Edison in un‘intervista a Reuters.

“Tutti i Paesi stanno gestendo il programma di sostegno al sistema economico anche in termini di competizione prospettica tra i sistemi produttivi nazionali. Una sorta di nazionalismo economico serpeggia ovunque, persino nella patria della liberalizzazione cioè del Regno Unito”, osserva.

In Italia però la priorità del ministro dell‘Economia è garantire la credibilità dello Stato.

“Se si poteva fare di più questo lo può sapere solo Tremonti. Sicuramente per qualunque operatore economico italiano la prima condizione è che venga salvaguardata la credibilità della finanza pubblica italiana: stiamo un po’ meglio della Grecia da questo punto di vista, non vorrei che ci trovassimo nelle stesse condizioni della Grecia. Dobbiamo migliorare ancora, non peggiorare”.

L‘intervento governativo più recente da 2 miliardi concentrato per lo più nell‘industria dell‘auto, secondo Gros-Pietro darà buoni frutti.

“Io ne sono convinto. E’ chiaro che questo effetto moltiplicativo che la spesa ha dipende molto da come è costruita la catena a monte di chi costruisce il veicolo che viene messo su strada e quindi è comprensibile l‘attenzione che i governi mettono sulla dislocazione delle attività produttive”.

L‘Europa però, dice Gros-Pietro, “è un single market e non sono più i tempi di questi rigurgiti di protezionismo. L‘irrobustimento del mercato unico ha anche creato delle efficienze, se noi tornassimo indietro creeremmo delle inefficienze”.

ATLANTIA VEDE ANCHE OPPORTUNITA’, CONFERMA INVESTIMENTI

La crisi economica offre ad Atlantia, principale investitore privato in Italia attraverso il maggior concessionario autostradale del Paese, anche opportunità per piccole acquisizioni, come quella già fatta degli asset sudamericani della spagnola Itinere.

Senza però mai perdere di vista il programma prioritario di realizzare investimenti per 20 miliardi in dieci anni.

E’ grazie a questo piano a lungo termine infatti che la società riesce ad attrarre nuovi investitori, come Norge Bank o il fondo di investimento di Abu Dhabi anche in questi tempi di crisi della finanza ed è con questo orizzonte di lungo periodo che Atlantia può guardare senza troppi timori agli effetti congiunturali, oggi difficilmente calcolabili, della recessione italiana.

“Il nostro piano di investimenti non sarà minimamente influenzato da quello che sta succedendo”, assicura Gros-Pietro.

Al contrario è proprio questo programma di lungo termine che consente ad Atlantia di avere nuovi investitori. Negli ultimi due mesi nel capitale della società sono entrati Norges Bank con una quota dichiarata sopra il 2% e Aabar Investment che fa capo al fondo di investimenti di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.

Oggi chi ha i capitali - come i fondi pensione o i Paesi con eccedenze commerciali - “ha timore a investire attraverso il circuito della finanza e quindi si va a cercare direttamente il prenditore finale. Per potersi affacciare a questo panorama di investitori diretti bisogna avere una visibilità mondiale”.

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