6 febbraio 2009 / 18:53 / tra 9 anni

Unicredit, avanti con bond anche dopo no Cariverona

MILANO (Reuters) - Il ‘no’ della Fondazione Cariverona alla sottoscrizione dei cashes di Unicredit - un ‘no’ da 500 milioni di euro - non ferma l‘operazione che andrà avanti, presumibilmente con l‘ammontare ridotto a circa 2,5 da 3 miliardi di euro.

Lo dicono alcune fonti vicine alla vicenda dopo che il cda e il consiglio generale della Fondazione Cariverona hanno deciso all‘unanimità di non sottoscrivere il prestito obbligazionario convertibile del gruppo bancario.

Lo scorso ottobre il consiglio della Fondazione si era detto pronta a sottoscrivere i cashes sino a 500 milioni, dando mandato in proposito al presidente Paolo Biasi. L‘ok alla sottoscrizione dei cashes è già arrivato da parte di Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e Fondazione Banco di Sicilia. Anche altri investitori istituzionali hanno espresso il loro impegno.

A questo punto al piano di rafforzamento patrimoniale di Unicredit da 6,6 miliardi di euro complessivi vengono a mancare 500 milioni che fanno diminuire a 114 da 123 i punti base di incremento del Core Tier 1 destinato quindi a salire al 6,6 anzichè al 6,7%.

“Per ora l‘intenzione è quella di andare avanti senza i 500 milioni. L‘operazione parte monca, i 500 milioni non verranno offerti a un nuovo soggetto, né se ne farà carico Mediobanca” commenta una fonte vicina alla situazione. Mediobanca è la banca incaricata di gestire i cashes dopo che l‘aumento di capitale da circa 3 miliardi è andato sostanzialmente deserto, come nelle attese.

Al momento per lunedì 9 è confermata la riunione del comitato governance di Unicredit.

Nella nota odierna la Fondazione Cariverona ricorda di detenere il 6,08% del capitale sociale e afferma che “non farà mancare il sostegno necessario al gruppo Unicredit di cui è stata fondatrice”.

I commenti a margine sottolineano, piuttosto, la rottura consumatasi oggi.

“L‘unica spiegazione è che Biasi stia facendo un braccio di ferro sulle nomine, vuole la presidenza” dice una fonte vicina alla vicenda.

Nelle scorse settimane aveva preso piede la candidatura alla presidenza di Unicredit di Giancarlo Gutty, oggi vice-presidente in rappresentanza di Cariverona, in sostituzione di Dieter Rampl. Ma più recentemente Fabrizio Palenzona, vice-presidente in rappresentanza della Fondazione Crt, si è speso a favore della conferma di Rampl.

“Palenzona si è speso per riannodare tra (l‘AD Alessandro) Profumo e il governo” ricorda una fonte secondo cui “la mossa di oggi di Biasi è in solitario e ha sicuramente irritato Palenzona”.

“La cosa più grave è la destabilizzazione” commenta un‘altra fonte.

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