5 febbraio 2009 / 11:57 / tra 9 anni

Epifani: crisi morderà per 3 anni, Tremonti tentenna

di Stephen Brown e Francesca Piscioneri

<p>Guglielmo Epifani, segretario della Cgil REUTERS/Chris Helgren</p>

ROMA (Reuters) - Il governo italiano sta intervenendo in modo blando e tardivo per affrontare una crisi che affliggerà l‘economia mondiale per un triennio. Solo 5 i miliardi stanziati effettivamente; ancora parole sugli ammortizzatori sociali, e nulla di efficace sulle banche. Per non parlare del rischio di conflitto sociale.

E’ l‘analisi tracciata da Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, nell‘occhio del ciclone dopo la rottura con Cisl e Uil sulla riforma contrattuale. “Ma non chiamatemi massimalista”, dice e spiega perché.

Prima il quadro generale: “Le previsioni dicono che per tre anni il Pil è sotto zero. Il 2008 è andato, anche il 2009 e, forse, anche il 2010. Spero che il 2010 possa essere con segno positivo ma nessuno può saperlo. Io la penso esattamente come la Banca d‘Italia”.

A fronte di questo come sta agendo il governo? “Il governo è forte, anche se è più diviso di quello che sembra. Il punto debole, però, è l‘aver sottovalutato la crisi. Sta aspettando troppo. Fa il contrario degli altri Paesi europei”, spiega Epifani in un‘intervista a Reuters.

“Non sto dicendo di spendere tantissimo, so quali sono i problemi, ma qualcosa in più bisogna fare: 5 miliardi è la somma totale messa a disposizione finora per la crisi. Quando [il premier Silvio] Berlusconi parla di 80 miliardi non è vero niente, quelli erano già previsti”.

Per la Cgil servirebbero, oltre agli 8 miliardi per gli ammortizzatori sociali, 12-13 miliardi da destinare ai settori industriali strategici (“ne individuino due o tre da sostenere e dove innovare”) e poi - un pò a sorprese da parte di un sindacalista - alle banche.

DISPERAZIONE PORTA CATTIVERIA

Occorre anche tenere sotto controllo il rischio di conflitto sociale e di derive protezioniste che sono dietro l‘angolo nei momenti di crisi. “La disperazione porta cattiveria”, dice il sindacalista commentando le proteste di queste settimane dei lavoratori britannici contro l‘impiego di stranieri in Gran Bretagna in un momento di disoccupazione in crescita.

“Bisogna guardare a questi fenomeni con grande attenzione. Siamo dell‘idea che in una crisi come questa se si accentuano protezionismo e nazionalismo non si fa un buon servizio”.

Epifani - che oggi partecipa al meeting del Ces (sindacato europeo) a Bruxelles - dice di comprendere le ragioni degli scioperi in Inghilterra contro l‘impiego di lavoratori italiani e portoghesi ma precisa: “Non si può impedire la mobilità e bisogna rispettare che il lavoratore che fa fuori dal suo Paese abbia il contratto del Paese nel quale lavora. Servono regole”.

Quanto ai timori di proteste in Italia, Epifani spiega che “se i posti di lavoro si riducono, si possono aprire conflitti fra italiani ed extracomunitari. Ci vuole buon senso, attenzione. Bisogna evitare capri espiatori. In Gran Bretagna c’è una disoccupazione forte, ma i lavoratori non devono diventare i capri espriatori del malessere che c’è”.

PER AUTO SERVIREBBE UN PO’ PIU’ DI 1 MILIARDO

Gli otto miliardi annunciati sugli ammortizzatori sociali bastano? “Magari, se ci sono sì. Ma ci devono essere”.

Un miliardo per l‘auto? “Secondo me ci vuole un po’ più ma mi aspetto che sia un provvedimento serio, se fanno una cosa seria son molto, molto contento perché mettiamo al riparo l‘occupazione in un settore importante”.

C’è un‘altra cosa che il governo non ha ancora fatto, secondo Epifani, che è mettere al riparo in modo definitivo le banche italiane, anche se sono mediamente in buone condizioni, rispetto a quelle degli altri Paesi.

Ma il decreto Tremonti sui bond bancari acquistabili dal Tesoro per migliorare i requisiti patrimoniali degli istituti?

“Il decreto nessuno lo usa, si vede che ci sono problemi. Unicredit, Intesa, Monte Paschi, cioè le grandi banche non lo usano. Pensano a rafforzare il patrimonio senza concedere credito. Le banche lo risolvono il problema: stanno 6 mesi senza dare crediti e sono salve, ma nel frattempo l‘economia va sotto”.

E alla domanda se non pensi, come dice Tremonti, che l‘Italia stia meno peggio degli altri, risponde: “Ammettendo che abbia ragione Tremonti, allora con poco potrebbe fare meglio, non può usare questo argomento per non fare nulla”.

Ma perché non lo fa? “L‘ho chiesto anche a lui...”. E cosa ha risposto? [Epifani sorride].

A chi obietta che l‘Italia ha un enorme debito pubblico che limita i margini di manovra, Epifani risponde riprendendo, suo malgrado, il ragionamento di Tremonti: che cioè se il debito pubblico è alto quello privato, delle famiglie, è basso.

“Le distanze dei relativi debiti si stanno riducendo”.

Proprio come dice Tremonti? “Non ci arriverò mai, è impossibile che io arrivi a Dio, patria e famiglia”.

Poi aggiunge: “È vero che lo spread sui Btp decennali rispetto ai bund si è ampliato, ma il tasso d‘interesse sui Bot è all‘1%, non è mai stato così basso”.

Sulla possibilità di un intervento sul sistema previdenziale che, proprio a fronte della situazione del debito, consentirebbe di ottenere risparmi senza un impatto negativo sui conti Epifani si mostra fermo.

“Abbiamo rivisto il sistema l‘anno scorso, non lo possiamo cambiare ogni anno. Quanto ad innalzare di nuovo l‘età di uscita adesso dico che con una crisi così la pensione è una forma di sostegno al lavoro. Se un operario di 58 anni va in cassa integrazione quando la finisce va direttamente in pensione”, dice Epifani.

Alla luce di questa situazione, non le sembra singolare aver rotto con Cisl e Uil sui contratti? “Certo che è singolare, è il mio rammarico, mi dispiace, mi dispiace”. Pensa che farà marcia indietro? “Non se ne parla proprio”.

L‘unica domanda alla quale Epifani proprio non vuole rispondere è quella sul Partito democratico, dopo i rumours - da lui smentiti - di una sua possibile candidatura alle europee. Cosa vuol fare da grande? “Quello che faccio è una cosa molto importante e piena di responsabilità”. Ma non si candida perché la leadership del Pd è debole? Epifani non risponde, sorride, e si alza. Intervista finita.

--Ha contribuito Gavin Jones

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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