31 gennaio 2009 / 11:47 / 9 anni fa

Fondazioni, Tremonti: del risparmio "fatene buon uso"

ALBA (Reuters) - Il risparmio diretto e indiretto è anche nelle mani delle fondazioni bancarie, “fatene buon uso”.

<p>Giulio Tremonti in una foto d'archivio. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

Così ha concluso il suo intervento il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, al convegno organizzato dalla Compagnia San Paolo.

“Prima lezione della crisi è che deriva dal forte debito privato. Noi abbiamo rispetto ad altri molto debito pubblico e pochissimo debito privato, anzi molto risparmio. Il risparmio diretto e indiretto è anche nelle vostre mani, fatene buon uso”, ha detto il ministro.

A stretto giro arriva la risposta di Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo:“ Siamo pronti a fare la nostra parte come Cassa depositi e prestiti. Il denaro di 25 milioni di italiani lo amministriamo bene ed è comunque garantito dallo Stato. Alla sua domanda diamo una risposta affermativa, amministrando bene le risorse”.

Parlando del ruolo delle fondazioni, Tremonti ha sottolineato che “le fondazioni sono economicamente e religiosamente virtuose. Il mondo del credito si sviluppa attraverso le fondazioni con una meccanica eticamente compatibile e coerente con i bisogni dell‘economia locale”.

Secondo il ministro dell‘Economia “la realtà che abbiamo in Italia è positivamente strutturata perchè articolata su una pluralità di teniche, fondazioni, istituzioni e strumenti. La fondazione fa la fondazione e ha un suo territorio. La missione della fondazione non dovrebbe essere ancestralmente legata alla patria, ma anche estesa ad altri territori”.

“C’è una certa difficoltà sia nella gestione dei patrimoni sia negli investimenti, ma abbiamo fondi accantonati e quindi potremo continuare l‘attività erogativa. Certo, se la crisi si dovesse protrarre per alcuni anni, dovremo rivederne le dimensioni”, ha aggiunto Guzzetti.

Guzzetti ha poi sottolineato che le fondazioni “vogliono andare avanti, come in questi anni, con un‘attività di carattere sociale, soprattutto oggi che i bisogni aumentano. Ma, poiché siamo in un momento di crisi e c’'è un problema di infrastrutture e sostegno alle pmi, di ricerca e case sociali vogliamo investire i nostri patrimoni per realizzare interventi di carattere materiale”.

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