28 gennaio 2009 / 13:54 / 9 anni fa

Moda/lusso, buone sorprese da saldi, tensioni su margini

di Cristina Carlevaro e Marie-Louise Gumuchian

MILANO (Reuters) - Il positivo andamento della stagione dei saldi dovrebbe consentire a diverse società italiane del lusso e della moda di recuperare terreno, almeno in termini di fatturato, dopo un finale 2008 per alcuni da dimenticare.

Il recupero rischia però di avvenire a scapito dei margini delle società, sottolineano diversi analisti ed esperti di settore interpellati da Reuters.

Permane una incertezza elevata, non soltanto sui mesi a venire ma anche sul finale di periodo del 2008, come dimostrano le opinioni talvolta discordanti sull‘ultimo trimestre dell‘anno appena concluso.

Per il 2009 il consensus prevede un anno difficile con attese di ripresa negli ultimi mesi.

VENDITE SPINTE DA SALDI ANTICIPATI

Armando Branchini, segretario generale di Altagamma, ritiene che “il mese di dicembre, particolarmente in Italia, sia andato meglio delle aspettative, soprattutto in termini di volumi, anche se si sono registrati dei cali sulla marginalità, sulla redditività”.

Il motivo del miglioramento delle vendite, per alcune società e nonostante la difficile situazione economica e finanziaria, è da ricercare soprattutto nelle attività promozionali partite prima delle vacanze natalizie.

“Una politica sui saldi quest‘anno anche molto forte, avviata già a dicembre. Da alcune società si potranno vedere quindi sorprese positive sui ricavi”, spiega Simone Ragazzi, analista di Centrobanca.

Ma i saldi non interessano tutte le categorie merceologiche. Sui gioielli sono praticamente inesistenti, rilevano Ragazzi e Branchini. Bulgari, ad esempio, può giusto intraprendere una politica di riduzione generale dei listini.

Più facile scontare per un periodo abbigliamento e scarpe, borse, accessori in generale, dicono analisti ed esperti. Sconti che interessano soprattutto prodotti della fascia medio-alta, quella in cui si inserisce ad esempio Tod‘s.

Il presidente della Camera nazionale della moda italiana, Mario Boselli, recentemente ha parlato di “una bella sorpresa” dalle vendite promozionali anticipate: da metà dicembre a metà gennaio si è registrato “un aumento del fatturato di qualche punto percentuale”.

Su una fascia medio-bassa, anche Stefanel ha riportato vendite in aumento a dicembre con un trend dei saldi in miglioramento rispetto a un anno prima, secondo quando dichiarato dal presidente e AD Giuseppe Stefanel.

Il nuovo anno di Tod’s è iniziato “con dei buoni segnali di vendite”, secondo recenti dichiarazioni del presidente Diego Della Valle, dopo “una chiusura d‘anno molto buona”.

“Partita abbastanza bene” la stagione dei saldi anche per Mariella Burani Fashion Group, dopo un dicembre piuttosto buono in termini di vendite, mentre novembre è stato un mese difficile, ha spiegato a metà gennaio l‘AD Giovanni Burani.

Ricavi 2008 in crescita, nonostante la crisi, anche per Salvatore Ferragamo, secondo quanto dichiarato dall‘AD Michele Norsa a margine delle recenti sfilate uomo.

QUARTO TRIMESTRE NON DIFFICILE PER TUTTI

Prima di arrivare alla stagione dei saldi, seppur anticipati per alcuni, il settore ha assistito “nel quarto trimestre a un repentino e profondo peggioramento, superiore alle attese”, spiega Elena Sottanella, analista di Abaxbank. Un cambiamento in peggio della situazione molto rapido che ha colpito anche i gioielli e gli orologi.

Sottanella sottolinea che le difficoltà si sono intensificate a settembre con la crisi finanziaria - il fallimento di Lehman Brothers e i problemi di numerose banche d‘affari - colpendo i portafogli dei banker, consumatori chiave di gioielli e orologi.

L‘analista ricorda, inoltre, l‘andamento negativo delle vendite retail in Nord America, che è anche il principale mercato di sbocco per l‘occhialeria, con un forte peggioramento a novembre e a dicembre. Le vendite al dettaglio negli Usa a dicembre sono calate del 2,7%, oltre il doppio del calo atteso che era di -1,2%. A novembre la flessione è stata del 2,1%.

La stagione natalizia, escludendo i saldi, “deve essere andata molto male, con un ulteriore rallentamento delle vendite, come evidenziato dai risultati di altri player come Tiffany e Richemont”, aggiunge Ragazzi.

In campo internazionale, le vendite di Tiffany nel periodo natalizio sono diminuite del 21% rispetto a un anno prima, quelle di Richemont nel terzo trimestre fiscale sono calate del 12%.

In generale, spiega l‘analista di Centrobanca, “il trend ribassista che si era manifestato dopo l‘estate si è mantenuto in seguito”.

Nel complesso nel 2008 si è assistito ancora a una crescita dei fatturati, anche se a tassi in rallentamento, spiega Barbara Rovetta, docente di corporate finance di Sda Bocconi e autrice della ricerca periodica Fashion&Luxury Insight.

“Il trend 2005-2007 segnalava un 2007 in lieve rallentamento, che si è poi acuito nel 2008. Fino al 2006 la crescita delle vendite (globali del settore) è stata del 10,5%, passata al 7,8% nel 2007”, aggiunge la docente.

Anche il sistema moda italiano, secondo i preconsuntivi comunicati da Boselli, ha terminato il 2008 con un fatturato in flessione del 4%.

MARGINI SOTTO PRESSIONE ANCHE PER POLITICA SCONTI

Un punto su cui concordano analisti e operatori di settore è la crescente pressione sui margini delle società dovuta anche alla tendenza a ricorrere maggiormente agli sconti sui prodotti, non solo ad anticiparli ma anche ad ampliarli.

“Fare stime sui margini diventa difficile, ma li vedo comunque molto sotto pressione. Il prezzo medio pagato per prodotto è calato, come dimostra la recente corsa degli outlet”, rileva l‘analista di Centrobanca.

Il trend degli outlet dimostra, secondo Sottanella, che “almeno in Italia, c’è ancora il desiderio di comperare un prodotto di valore ma spendendo di meno”. Tornando alla redditività delle aziende, anche per l‘analista di Abaxbank l‘andamento dei saldi, che “pare essere buono”, metterà i margini sotto pressione.

PAURA SU 2009 MA SPERANZE SU ULTIMI MESI

Recentemente il presidente di Aeffe, Massimo Ferretti, ha dichiarato che il 2009 sarà vissuto come un anno “difficile”, ma nel quarto trimestre “potremmo vedere un segnale positivo” con la consegna delle pre-collezioni primavera/estate.

Sottanella prevede per l‘anno in corso fatturati da “flat-in leggera flessione a cali più marcati, con redditività sotto pressione”. Ma le aziende si stanno già attrezzando per affrontare le difficoltà del 2009, tagliando i costi e gli investimenti.

La riduzione del capex, rileva la docente della Bocconi, in parte è fisiologica, quindi attesa. “Negli ultimi anni le aziende del settore hanno investito molto, in media il 153% dell‘ammortamento nel 2006 e il 163% nel 2007 allo scopo di finanziare l‘attività di crescita”.

E, ascoltando le aziende, sembra che qualcuno riesca a intravvedere “un accenno di luce in fondo al tunnel da settembre in poi”, conclude Rovetta.

Inoltre, rileva ancora l‘analista di Abaxbank, l‘ultima parte del 2009 potrà godere di un vantaggio grazie al confronto con un ultimo trimestre dell‘anno passato difficile.

Sul 2009, spiega invece Ragazzi, ci sarà ancora “una base di costi fissi in aumento a causa degli investimenti realizzati l‘anno precedente, con conseguente incremento degli stock”. In caso di mancato smaltimento del magazzino con i saldi, le ripercussioni su indebitamento e cash flow saranno quindi inevitabili, conclude l‘analista di Centrobanca.

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