24 gennaio 2009 / 09:21 / 9 anni fa

Contratti, Epifani chiede referendum su accordo, "rottura grave"

ROMA (Reuters) - Dopo aver negato la firma della Cgil all‘accordo sul sistema contrattuale, sottoscritto da Cisl e Uil, in un‘intervista pubblicata oggi da un quotidiano il segretario generale Guglielmo Epifani dice che la situazione “è molto più grave delle rotture dell’‘84 sulla scala mobile e del 2001 sul patto per l‘Italia” e chiede un referendum tra i lavoratori.

<p>Il segretario della Cgil Guglielomo Epifani (al centro). REUTERS/Max Rossi (ITALY)</p>

“Mi chiede con quali regole si rinnoveranno i prossimi contratti? Con quelle della giungla, con la legge del più forte”, dice Epifani nell‘intervista a “Repubblica”. Aggiungendo di non aver firmato il protocollo col governo e Confindustria “perché il testo che ci è stato presentato a Palazzo Chigi non era modificabile e non rispondeva in alcun modo alla posizione unitaria di Cgil, Cisl e Uil e approvata dai lavoratori. Quel testo è figlio della paura di fronte alla crisi”.

Il governo e le parti sociali hanno siglato giovedì sera l‘accordo sul nuovo modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Oltre alla Cgil, non hanno firmato anche Ania e associazione delle banche, che però si sono riservate di farlo nei prossimi giorni.

Il nuovo protocollo prevede rinnovi contrattuali triennali sulla base di un indice di inflazione previsionale triennale depurato dall‘inflazione importata, in particolare dalla componente energetica. Si tratta di una riforma sperimentale, che amplia il margine di trattativa aziendale.

Nell‘intervista Epifani, che avrebbe voluto alcune modifiche per firmare, afferma che è mancato il negoziato:“Il negoziato, se c’è stato, non ha coinvolto tutti i soggetti. La Cgil, per esempio, ha letto per la prima volta a Palazzo Chigi la parte sui contratti pubblici”. E annuncia che “...ora questo accordo dovrà essere discusso dai lavoratori. Lo chiederemo formalmente a Cisl e Uil”.

“Ci vuole il coinvolgimento dei lavoratori perché tutti gli accordi sulla contrattazione sono stati giudicati dai lavoratori. Sarebbe grave se non si facesse questa volta”.

Il segretario del principale sindacato italiano ha detto comunque che anche se i rapporti con Cisl e Uil hanno subito “un colpo molto forte” e la Cgil non farà marcia indietro sull‘accordo, “dovremo mantenere l‘unità operativa di fronte alla crisi, dalla Fiat a tutti gli altri settori”.

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