22 gennaio 2009 / 11:20 / tra 9 anni

Fiat, timori debito dopo dati, no comment su Peugeot

MILANO-TORINO (Reuters) - Fiat sconta il forte rallentamento di fine 2008, con fatturato e margini del quarto trimestre in netto calo, e decide di preservare la liquidità per reggere l‘urto di un 2009 che sarà il più difficile della sua storia, secondo l‘AD Sergio Marchionne.

<p>Logo Fiat. REUTERS/Jose Manuel Ribeiro</p>

Il titolo è crollato dopo i dati e chiude in calo del 14%. Preoccupa “senza dubbio il debito”, dice un analista sui motivi della reazione del mercato ai dati del gruppo.

“Il debito è superiore alle previsioni a causa dell‘aumento delle scorte generato dalle vendite contenute del quarto trimestre”, commenta un altro analista, ricordando l‘outlook negativo di Moody’s che potrebbe portare il rating a junk.

Con una dichiarazione del suo portavoce, Fiat smentisce le notizie di stampa “che non hanno alcun fondamento” su un aumento di capitale. Il dividendo sarà distribuito solo alle azioni di risparmio, con un esborso di 24,8 milioni. Sta invece trattando con diverse istituzioni per ottenere finanziamenti, ha detto Marchionne nella conference call con gli analisti.

Il comunicato sottolinea la priorita’ della liquidita’.

Anche se l‘utile netto della Spa consentirebbe una distribuzione di dividendi, il cda intende proporlo solo per le azioni di risparmio “allo scopo di rafforzare la struttura patrimoniale e preservare la liquidita”.

Per quanto riguarda nuove alleanze dopo Chrysler, Fiat non commenta l‘ipotesi Peugeot-Citroen, ma si dice aperta a dialogare con chiunque.

TRIMESTRE PESANTE, MA IN PARTE ATTESO

Secondo la nota sui risultati, il gruppo ha chiuso l‘anno con fatturato a 59,4 miliardi in rialzo dell‘1,5% e trading profit a 3,4 miliardi in aumento del 4%.

Il debito netto industriale si attesta a 5,9 miliardi. La posizione finanziaria netta a fine 2008 è negativa per 17,954 miliardi da 10,778 miliardi di fine 2007.

L‘auto ha visto nel 2008 fatturato a 26,9 da 26,8 miliardi e trading profit a 691 da 803 milioni.

Nell‘ultimo trimestre il gruppo ha registrato ricavi in calo a 13,092 miliardi da 15,816, trading profit a 663 da 947. L‘auto ha registrato fatturato a 5,702 miliardi da 7,218, trading profit a 65 da 233 milioni.

Le previsioni medie di un sondaggio Reuters con 10 analisti indicavano per il 2008 fatturato di gruppo a 60.499,7 milioni e trading profit a 3.160,9 milioni; per l‘auto fatturato a 27.403,7 e trading profit a 653,3 milioni.

Nel trimestre era previsto, per il gruppo, fatturato a 14.110,7 milioni e trading profit a 471,3 milioni e, per l‘auto, fatturato a 5.705,7 milioni e trading profit a 11,1 milioni.

DOMANDA PRODOTTI -20%, MA AUTO ATTESA POSITIVA IN 2009

Fiat vede la divisione auto positiva in termini di utile e cash flow nel 2009, anche se dovrà fare i conti con l‘anno più difficile della sua storia, secondo la definizione dell‘AD.

“Un milione e 840 mila veicoli è il numero magico in cui abbiamo il punto di break even”, ha detto Marchionne. “Noi ancora prevediamo di essere sopra questo numero, anche se non in modo sostanziale. Nello scenario peggiore raggiungeremo il break-even per il settore auto, ma le aspettative sono quelle di avere un 2009 positivo in termine di utili e di cash flow”.

Per l‘esercizio in corso il comunicato conferma le preoccupazioni già formulate nel trimestre precedente, con una accentuazione per le attese del primo trimestre.

Nel complesso si prevede “una domanda globale dei nostri prodotti in calo del 20% circa rispetto al 2008 e un risultato della gestione ordinaria del Gruppo superiore a 1 miliardo”.

L‘utile netto del gruppo nel 2009 sara superiore a 300 milioni di euro. Gli oneri di ristrutturazione saranno pari a circa 300 milioni.

Il cash flow industriale netto sarà superiore a 1 miliardo, con un debito netto industriale inferiore a 5 miliardi di euro.

Il gruppo prevede ”un primo trimestre che sarà particolarmente difficile“. Miglioramenti dovrebbero essere visibili nei restanti tre trimestri del 2009, in quanto si inizierà a sentire l‘effetto delle azioni di ristrutturazione”, dice la nota che conferma la strategia delle alleanze mirate.

CHRYSLER E’ PRIMO PASSO, NO COMMENT SU PEUGEOT

“Nel processo di consolidamento l‘operazione con Chrysler è il primo passo nella giusta direzione, ma non l‘ultimo”, ha detto Marchionne. “E’ il tipo di attività che deve andare avanti in questo settore per consentirci di essere redditizi”.

Marchionne non intende avere responsabilità gestionali dirette nel gruppo statunitense, di cui Fiat avrà il 35% del capitale se l‘intesa va in porto.

Su Peugeot-Citroen resta la cautela anche se Fiat non smentisce. “Peugeot non ha fatto commenti e ha detto che prima di tutto pensa a uscire dalla crisi, noi siamo in linea”, ha detto l‘AD. “Non abbiamo nessun commento sulla questione”.

“Abbiamo fatto un invito a discutere di consolidamento del settore con tutti gli operatori interessati”, ha spiegato Marchionne facendo riferimento a sue dichiarazioni di alcune settimane fa sull‘argomento. “La gente comincerà a guardarsi intorno per cercare delle opportunità. Senza voler incoraggiare nessun operatore in particolare siamo disponibili a dialogare con chiunque sia interessato”.

“Ma è ancora troppo presto nel gioco. Bisogna dare il tempo per sviluppare il giusto livello di confort, di trovare il giusto indirizzo strategico”, ha concluso.

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