21 gennaio 2009 / 15:41 / tra 9 anni

Europa 7, Consiglio Stato riconosce risarcimento di 1 milione

ROMA (Reuters) - Il Consiglio di Stato, sesta sezione, ha oggi riconosciuto ad Europa 7 che il governo debba dargli il risarcimento di 1 milione di euro per la mancata assegnazione delle frequenze.

Lo ha riferito una fonte giudiziaria.

Giunge così a conclusione l‘annosa vicenda che ha visto opposta l‘emittente al governo che non le assegnò le frequenze che avrebbe dovuto avere, lasciandole in uso a Rete 4.

L‘editore e fondatore dell‘emittente, Francesco Di Stefano, aveva chiesto un risarcimento di 3,5 miliardi di euro. Nel frattempo però, con un provvedimento del ministero dello Sviluppo economico, all‘emittente è stato assegnato l‘11 dicembre scorso l‘utilizzo della frequenza sul canale 8 Vhf per trasmettere su scala nazionale in tecnica analogica o digitale; da qui la riduzione del riconoscimento pecunario da parte della sentenza odierna.

L‘assegnazione dell‘11 dicembre prevede che l‘emittente dovrà attivare gli impianti a partire dal primo luglio 2009 e non oltre il 30 giugno 2011.

La vicenda prese avvio circa 10 anni fa. Europa 7, infatti, pur avendo ottenuto nel 1998 una concessione televisiva nazionale, non ha mai potuto trasmettere perché le frequenze necessarie sono sempre state utilizzate da Rete 4, la terza rete del gruppo Mediaset, controllata tramite Fininvest dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Prese allora avvio una complessa vicenda giudiziaria conclusasi nel gennaio scorso con la condanna dell‘Italia da parte della Corte di giustizia europea ed una sentenza del Consiglio di Stato che aveva stabilito il 31 maggio scorso che il governo si dovesse esprimere sulla richiesta dell‘emittente di avere le frequenze per trasmettere in analogico, in applicazione della sentenza europea.

SODDISFATTO ROMANI, CRITICI I CONSUMATORI

L‘associazione dei consumatori Aduc critica il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani che aveva detto che, con la sentenza odierna, “la questione è risolta, in maniera definitiva: non esiste più il problema Europa 7”.

L‘Aduc stigmatizza che “il sottosegretario esulta per la sentenza del Consiglio di Stato che ha condannato lo Stato ad un risarcimento di un milione di euro, che noi cittadini dovremo pagare. Non capiamo il perché dell‘esultanza di Romani: la sentenza ha riconosciuto che i diritti di Europa 7 sono stati violati e per tanto tempo. Oltre al risarcimento danni, che Europa 7 stimava in tre miliardi di euro, c’è ancora aperta la questione delle frequenze assegnate dal Governo all‘emittente che non ha mai potuto iniziare le trasmissioni a livello nazionale, in quanto Rete 4 le occupava”.

Il proprietario di Centro Europa 7, Di Stefano, si era già dichiarato insoddisfatto delle frequenze concesse: “Nel 1999 ho ricevuto una concessione per coprire l‘80% del territorio e il 95% della popolazione. Dopo quasi 10 anni, oggi mi hanno assegnato un canale che copre, effettivamente, il 18% della popolazione e il 10% del territorio”, aveva detto.

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