21 gennaio 2009 / 11:57 / 9 anni fa

Israeliani, palestinesi avrebbero oggi redditi doppi se in pace

di Andrew Hammond

GERUSALEMME (Reuters) - Israeliani e palestinesi avrebbero un reddito procapite quasi doppio rispetto a quello attuale se il processo di pace avviato quasi 20 anni fa non fosse stato interrotto dai conflitti, secondo quanto affermato oggi da un think tank internazionale.

Lo Strategic Foresight Group -- organizzazione con base in India che afferma di aver fatto da consulente ai governi -- ha detto che l‘offensiva di Israele nella Striscia di Gaza rende ancora più rilevanti gli elementi che emergono dal suo rapporto “Costi dei conflitti in Medio Oriente”, diffuso oggi.

Il reddito procapite, sia per gli israeliani che per i palestinesi, sarebbe quasi doppio oggi, secondo quanto afferma lo studio. I residenti dello stato ebraico hanno rendite in media 20 volte superiori rispetto ai palestinesi.

“L‘attuale crisi a Gaza dimostra ancora una volta che occorre considerare i costi a lungo termine delle nostre azioni”, ha detto in una nota il presidente dell‘organizzazione Sundeep Waslekar.

“Per Israele, la pace a partire dal 1991 avrebbe significato un reddito medio procapite di 44.000 dollari annui al 2010, invece che di 23.000. Per i palestinesi, il reddito procapite sarebbe stato di 2.400 dollari invece che 1.220”, si legge nella nota.

Il Pil per i palestinesi avrebbe inoltre raggiunto circa 11 miliardi di dollari nel 2010, rispetto ai 5 miliardi attualmente previsti.

Attraverso i dialoghi di pace iniziati a Madrid nel 1991, i palestinesi hanno ottenuto l‘autonomia in parti della Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, occupata da Israele nel 1967 durante la “guerra dei sei giorni”. Successivamente i palestinesi hanno dato il via nel 2000 a una rivolta, la seconda Intifada.

Oltre 1.300 palestinesi sono morti durante gli attacchi aerei e di terra sulla Striscia di Gaza iniziati lo scorso 27 dicembre con il dichiarato intento di porre fine al lancio di razzi di Hamas, e tredici israeliani hanno perso la vita nei combattimenti.

Waslekar ha detto di vedere con ottimismo l‘insediamento di Barack Obama a nuovo presidente degli Stati Uniti.

“L‘elezione di un nuovo presidente degli Stati Uniti, come di nuovi leader nella regione, apre uno spiraglio per nuove opportunità nel 2009”, ha scritto.

L‘organizzazione ha affermato di aver realizzato precedentemente una relazione sui costi del conflitto tra India e Pakistan.

Il rapporto sul Medio Oriente ha goduto del contributo di 50 analisti politici economici da tutto il mondo per la misurazione dei costi del conflitto nella regione, e ha il supporto dei governi di Norvegia, Qatar, Turchia e Svizzera.

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