21 gennaio 2009 / 09:36 / 9 anni fa

Borsa Milano chiude negativa, bancari contrastati, Fiat positiva

<p>Borsa Milano torna sui minimi,pesanti Intesa, Tiscali,L'Espresso. REUTERS/Alex Grimm</p>

MILANO (Reuters) - Piazza Affari chiude in ribasso un‘altra seduta appesantita dai timori della crisi finanziaria, con gli indici che toccano la parità nel pomeriggio sulla scia di Wall Street.

La borsa Usa, partita bene grazie alle previsioni positive di IBM ed Ericsson, è tornata in terreno negativo nel pomeriggio europeo.

L‘indice S&P/Mib scende dell‘1,89%, il Mibtel dell‘1,78% circa, l‘All Star dell‘1,87%.

Volumi di poco superiori a 2 miliardi.

* Tra i titoli bancari tengono quelli più penalizzati nelle ultime sedute. UNICREDIT perde lo 0,67% e aggiorna i minimi storici del titolo a 1,26 euro. Recupera BANCO POPOLARE (+3,28%), aiuta l‘AD Pier Francesco Saviotti secondo cui “la banca è solida”. POP MILANO chiude in rialzo dell‘1,33%. Continua a perdere terreno INTESA SANPAOLO, che segna un calo del 5,27%. Per il presidente del consiglio di gestione Enrico Salza la banca ha capitale sufficiente.

* Sempre pesante MEDIASET (-5,46%) dopo che gli ultimi dati Nielsen Media Research sugli investimenti pubblicitari hanno evidenziato una flessione annua del 13,4% su anno a novembre. Per i timori sulle entrate pubblicitarie Ubs ha tagliato oggi stime e target price delle Tv spagnole Telecinco e Antena 3. Sulla controllata Mediaset, la banca ha ridotto le stime di Eps 2009 del 27% a 0,56 euro e ha abbassato il target a 4,8 da 5,8 euro. Il titolo a Madrid precipita del 7,5%, sopra i minimi di giornata.

* Il titolo FIAT sale dello 0,7% a fronte del -0,23% dell‘auto in Europa, il giorno dopo l‘annuncio dell‘intesa con Chrysler. La reazione iniziale all‘accordo era stata positiva, sul titolo pesano i timori sulle prospettive 2009 e sul livello del debito. Moody’s ha fatto sapere che l‘intesa non ha alcun impatto sul rating al momento. UBS ha tagliato il target a 5,10 da 6,50, il giudizio resta “neutral”.

* L‘ESPRESSO -3,26%, tra preoccupazioni sui conti.

* Con il 6,1% del capitale passato di mano e una flessione che ha toccato punte del 12%, TISCALI cede l‘8,6% dopo una nota in cui conferma le anticipazioni stampa sul taglio di 250 dipendenti e che le trattative per la cessione delle attività britanniche sono ancora in corso.

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