15 gennaio 2009 / 19:10 / 9 anni fa

Crisi gas, Eni creerà un consorzio per sbloccare impasse

MILANO (Reuters) - Eni e gli altri grandi clienti del gas europei, che utilizzano il gasdotto che attraversa l‘Ucraina, si faranno carico temporaneamente del trasporto del gas russo in Europa, realizzando un consorzio. L‘obiettivo è quello di sbloccare l‘impasse creatasi a seguito del contenzioso fra Russia e Ucraina che ha bloccato i flussi di gas verso l‘Europa.

Lo ha detto l‘amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, nel corso di una conference call al termine di un incontro con i vertici di Gazprom e con il premier russo Vladimir Putin.

“Il consorzio che Eni cercherà di formare coinvolgendo le altre società europee che utilizzano la pipeline si farà carico del gas che è nel tubo, definito ‘gas cuscino’, e lo comprerebbe in modo che gli ucraini non debbano avere l‘esborso e poi farà fronte temporaneamente, anticipando le spese, per quel gas che serve per pomparlo verso di noi”, ha così spiegato Scaroni la complessa operazione che si sta tentando di realizzare per sbloccare il duro confronto fra Russia e Ucraina sulle forniture e sui diritti di transito.

L‘idea, partita da Putin è stata illustrata anche al presidente del Consiglio, Silvio Berluscuni che, secondo Scaroni, sarebbe anche lui d‘accordo.

“Per fare arrivare il gas russo in Europa e farlo transitare attraverso l‘Ucraina c’è bisogno di due fonti di gas definito tecnico: il primo è quello che sta permanentemente nel tubo, oggi svuotato, e prima che il gas russo venga in Europa bisogna riempire il tubo”, ha spiegato Scaroni.

“In secondo luogo per pompare il gas russo verso l‘Europa gli ucraini fanno funzionare stazioni di pompaggio che consumano quantità importanti di gas. L‘idea è che il consorzio anticipi questi corsi di gas in attesa che Russia e Ucraina trovino un accordo sulle forniture e sui diritti di transito che oggi è in alto mare. In questo modo il consorzio potrebbe dare il via immediatamente alle spedizioni verso l‘Europa riservandosi di recuperare le somme che deve sborsare per finanziare questo gas che serve per le stazioni di pompaggio, quando l‘accordo sarà raggiunto”.

In altri termini, “bisogna fare funzionare le stazione di compressione che consumano gas che sarà anticipato dal consorzio che ci proponiamo di creare. Questa è la proposta che sottoporremo agli altri partner che utilizzano il gasdotto con l‘Ucraina”.

Scendendo ancora di più nel dettaglio, “sul primo gas si parla circa di 140 milioni di metri cubi, per il secondo gas si tratta di una cifra vicina a 20 milioni di metri cubi al giorno. Immaginando di arrivare a un accordo domani, si dovrebbero anticipare 1,5 miliardi di metri cubi cubi di gas che saranno restituiti in gas una volta raggiunto l‘accordo”.

Riguardo al consorzio, Scaroni ha detto che ne faranno parte i tedeschi di E.On, Gaz de France e una società austriaca “anche se il coinvolgimento delle aziende partirà domani e al momento non ci sono altre realtà che fanno parte del consorzio”.

L‘AD di Eni non vede per il momento ricadute per i consumatori: “E’ evidente che un rischio c’è se ucraini e russi non si mettono mai d‘accordo”.

La tempistica per realizzare il consorzio sarà molto stretta “anche perché ci sono Paesi come la Bulgaria che sono al freddo, mentre il tema non riguarda l‘Italia che, come detto dal ministro Scajola, crediamo possa passare l‘inverno senza problemi, sempre che non faccia troppo freddo e che non ci siano problemi per le altre fonti di approvvigionamento del Paese”.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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