15 gennaio 2009 / 10:42 / 9 anni fa

Fondazioni, Tesoro chiede stima bilanci 2008, vede perdite

<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Alex Grimm/Files (GERMANY)</p>

ROMA (Reuters) - Il Tesoro ha chiesto alle 88 Fondazioni di origine bancaria di fornire una previsione del conto economico del 2008 e di spiegare le cause delle probabili perdite che verranno evidenziate. Le Fondazioni stanno preparando le risposte che arriveranno a partire dalla prossima settimana e comunque entro fine mese.

Questa stima anticipata sul 2008 il Tesoro la chiede nel terzo dei quattro punti che ha indirizzato il 16 dicembre alle Fondazioni con una lettera inviata dall‘ufficio - III della quarta direzione del ministero dell‘Economia - che ha la competenza per la vigilanza sulle Fondazioni bancarie, come già scritto da Reuters il 12 gennaio scorso.

La lettera, di cui Reuters ha potuto conoscere il contenuto tramite una fonte delle Fondazioni, serve al Tesoro per fare una fotografia post crisi finanziaria dei bilanci del sistema delle Fondazioni.

Il Tesoro, come già stanno facendo Bankitalia con le banche e l‘Isvap con le assicurazioni, ha chiesto ai soggetti su cui vigila se e quanto saranno grandi le perdite 2008 nei loro ricchi bilanci, e in che misura queste perdite sono imputabili ad investimenti in strumenti derivati o comunque rischiosi.

La lettera formula quattro richieste.

Prima: “Eventuale detenzione diretta di strumenti finanziari derivati per fini diversi da quelli di copertura del rischio, indicandone l‘ammontare nozionale, le caratteristiche, il livello del rischio, le potenziali perdite ad esse riferibili tenendo conto del loro valore di mercato”.

Seconda: “Eventuale detenzione diretta di obbligazioni strutturate o di altri investimenti illiquidi o di natura speculativa indicandone l‘ammontare, le caratteristiche, il livello del rischio, le potenziali perdite ad esse riferibili tenendo conto del loro valore di mercato”.

Terza: “Una previsione prudenziale del risultato dell‘esercizio 2008 evidenziando in caso di verosimile disavanzo le cause che lo hanno determinato e l‘incidenza sul valore del patrimonio”.

Quarta: “Tutte le eventuali informazioni relative agli investimenti finanziari che possano essere utili ai fini di una più completa rappresentazione dell‘andamento della situazione finanziaria e della sua influenza sulla consistenza del patrimonio”.

E’ la prima volta, dice la fonte, che il Tesoro fa queste domande e per la prima volta a tutte le Fondazioni simultaneamente, ma questo non stupisce.

“Anzi con i problemi che ci sono stati, hanno anche aspettato troppo”, dice.

Le Fondazioni hanno fatto degli incontri con l‘ufficio del Tesoro per capire bene cosa volesse e in che tempi. Le Fondazioni stanno preparando i bilanci che devono essere approvati entro la fine di aprile.

“E’ chiaro che l‘ufficio del Tesoro si rende conto che molte Fondazioni chiuderanno in perdita quest‘anno per effetto di questo tzunami che c’è stato e mi sembra una cosa giusta e di buon senso quella di chiedere a che punto stanno”, ha detto la fonte.

Viste le domande, le eventuali criticità riguarderanno quindi quelle Fondazioni maggiormente esposte sul mercato. Chi ha molte immobilizzazioni, tra cui gli investimenti nella conferitaria, non ha problemi perché può contabilizzare al costo storico.

“Perde chi ha portafogli di investimenti diretti in gestioni patrimoniali, perdono perché il mercato è quello”.

L‘atto di indirizzo che stabilisce i criteri con cui le Fondazioni devono redigere i bilanci prevede comunque che emerga il valore corrente degli investimenti non immobilizzati, che siano indicati nel conto economico o nella nota integrativa.

“Le attività che non costituiscono immobilizzazioni sono valutate al minore tra il costo di acquisto e il valore presumibile di realizzazione o di mercato”, recita l‘atto d‘indirizzo.

“Gli strumenti finanziari quotati e non immobilizzati, ivi compresi quelli affidati in gestione patrimoniale individuale, possono essere valutati al valore di mercato. Le parti di organismi di investimento collettivo del risparmio aperti armonizzati si considerano strumenti finanziari quotati”. La nota integrativa deve poi dare conto a dei valori di bilancio e di mercato, a inizio e fine esercizio, dei vari movimenti sugli strumenti finanziari quotati e non.

Nel 2007 le 88 Fondazioni hanno chiuso con un patrimonio netto di 48,8 miliardi di euro, con una redditività dell‘8% ed erogazioni per oltre 1,7 miliardi.

L‘Acri aveva stimato, nella sua nota con cui ha fornito i dati di sintesi dei bilanci 2007 che quel patrimonio “a valori di mercato corrisponda a circa 77 miliardi di euro (78 nel 2006)”.

Le Fondazioni, ricorda sempre l‘Acri, investono in maniera diversificata. Nel 2007 le partecipazioni bancarie sono state pari a 14,9 miliardi di euro e hanno rappresentato il 25,9% del totale attivo.

Le altre attività fruttifere investite in strumenti finanziari diversi dalle partecipazioni bancarie, arrivano quasi a 41 miliardi e rappresentano il 70,6%. In particolare 29,9 miliardi sono attività finanziarie gestite in proprio o tramite terzi; 9,4 miliardi partecipazioni in società diverse dalla conferitaria; 0,7 miliardi in investimenti in società strumentali; gli investimenti in immobili sono poco più dell‘1% dell‘attivo.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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