14 gennaio 2009 / 11:03 / 9 anni fa

Alitalia, futuro Malpensa cruciale per successo di Expo

<p>Una vista dell'aeroporto di Malpensa. REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY)</p>

di Antonella Ciancio

MILANO (Reuters) - Il futuro di Malpensa, l‘aeroporto varesino nato 11 anni fa con l‘ambizione di diventare uno dei primi cinque scali europei ma privato del suo ruolo di hub intercontinentale nei piani della nuova Alitalia, rischia di pesare sulle sorti dell‘Expo 2015.

Milano ha vinto l‘esposizione universale lo scorso anno nella finale con la turca Smirne -- con un budget totale di oltre 4 miliardi di euro e oltre 10 miliardi di investimenti previsti in infrastrutture lombarde -- basandosi anche sulla funzionalità del sistema aeroportuale lombardo.

Tuttavia, dopo la scelta del cda di Alitalia di avere come partner estero Air France, che punta su un solo hub, ovvero il romano Fiumicino, gli esperti prevedono rischi per il successo dell‘Expo e danni per l‘economia lombarda. Questo a meno di un rilancio di Malpensa -- promesso dalla nuova compagnia di bandiera ma non meglio precisato -- che parta innanzitutto da una liberalizzazione delle rotte.

“Bisogna che l‘aeroporto di Malpensa continui ad avere un ruolo chiave, che prosegua nel naturale processo di crescita, a servizio di una realtà economica dinamica e competitiva”, ha detto a Reuters Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano, che ha chiesto al governo e ai vertici della società un incontro urgente per chiarire il ruolo che avrà Malpensa.

Per Stefano Bosisio -- responsabile trasporti del gruppo di consulenti European house Ambrosetti -- una minore appetibilità di Malpensa e di Linate, che nei piani di Alitalia dovrebbe ridursi a un city airport con unica tratta Milano-Roma, potrebbe ridimensionare gli investimenti nei collegamenti infrastrutturali di accesso all‘aeroporto previsti nel dossier Expo ma non ancora stanziati.

“Qualcuno potrebbe chiedersi perché investire tanti soldi in un aeroporto che viene ridimensionato. Non dico che gli investimenti sarebbero cancellati ma potrebbe esserci un ridimensionamento”, ha detto Bosisio a Reuters.

IPOTESI RILANCIO

La scommessa ora è capire se Malpensa entro il 2015 potrà volare a pieno ritmo su altre ali e come questo passerà attraverso un ridimensionamento di Linate e una fondamentale liberalizzazione delle rotte.

Gli imprenditori milanesi chiedono nuovi accordi internazionali bilaterali tra l‘Italia e 25 Paesi tra cui Russia, Brasile, Giappone, India, Argentina, un rilancio di Malpensa anche per il traffico merci e ammortizzatori sociali con interventi a supporto della Sea e delle imprese che risentiranno del depotenziamento di Malpensa.

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, insiste per “ricostruire le condizioni per cui Malpensa sia un hub” attraverso una piena liberalizzazione dei voli, non solo di quelli internazionali (come previsto dall‘emendamento “salva-Malpensa” approvato alla Camera e in via di attesa di approvazione definitiva dal Parlamento), ma anche delle tratte nazionali.

I vertici di Alitalia rassicurano che “Malpensa resta strategica”, e che hanno intenzione di portare in due anni gli attuali tre voli intercontinentali di Malpensa a 17 (tre dei quali di Air France), a fronte di una “razionalizzazione” di Linate, ma gli imprenditori e i politici lombardi chiedono fatti e non parole.

C’è da registrare che circa la metà delle imprese è pronta a limitare Linate pur di far ripartire Malpensa, secondo un‘indagine della Camera di commercio di Milano su 531 imprese tra dicembre e gennaio.

Su Malpensa ha puntato la tedesca Lufthansa, uscita perdente dalla “sfida” con Air France per la partnership strategica con Alitalia. Il vettore tedesco ha annunciato il lancio da quest‘anno di una sua nuova compagnia italiana, con voli da Malpensa verso otto destinazioni europee entro la fine di marzo, sei nuovi aeromobili e 150 persone neoassunte a regime.

Tuttavia, ha detto Bosisio, “se gli tagliano i collegamenti e lo lasciano lì come una cattedrale nella brughiera è difficile che (la stessa Lufthansa) abbia voglia di investire più del dovuto. Fondamentale è la liberalizzazione”.

E in ogni caso “è una questione di tempi. Un lancio di questo tipo richiede da tre a cinque anni”.

CROCEVIA EXPO

Nel dossier di candidatura per l‘Expo, gli aeroporti di Malpensa (all‘epoca ancora hub intercontinentale), Linate e Orio al Serio dovrebbero accogliere il 29% dei visitatori che sceglieranno voli di linea, low cost e charter, pari a circa 6 milioni di persone su un totale di 29 milioni.

Le stime del dossier su Malpensa prevedevano un aumento della capacità del 40% a 30 milioni di passeggeri all‘anno nel 2015, rispetto ai 21,5 milioni stimati prima del “de-hubbing” dello scalo.

Ma dallo scorso anno il volto di Malpensa è cambiato. Da aprile a giugno 2008, lo scalo varesino ha visto una contrazione del 23,8% circa dei voli totali e del 26% circa dei passeggeri. L‘accessibilità intercontinentale di Milano è stata ridotta a meno della metà di Roma.

Questo si inserisce in un quadro più ampio. Attraverso gli aeroporti del Nord Italia nel 2007 è transitato oltre il 46% dei passeggeri italiani e più del 76% delle merci, secondo una ricerca della European House Ambrosetti. Tuttavia, nessun aeroporto del Nord era tra i primi 10 in Europa per traffico passeggeri mentre Malpensa era nono per merci movimentate -- sebbene con una significativa quota del 50% delle merci nazionali, primato che ora rischia di perdere.

Il sindaco di Milano Letizia Moratti, che si è spesa in una offensiva mediatica e politica in difesa di Malpensa e di un‘alleanza con Lufthansa, ha denunciato nelle scorse settimane il rischio di una “crisi più grave dell‘Alfa di Arese” sul fronte dell‘occupazione e il blocco dell‘imponente traffico merci di Malpensa.

Sebbene stime su un effetto del ridimensionamento dello scalo sull‘Expo non siano ancora quantificabili, proprio le valutazioni in corso su un possibile rilancio, più chiaro appare l‘impatto negativo sull‘economia lombarda.

Le imprese milanesi sono pronte a investire oltre 4 miliardi di euro e ad assumere 98.000 persone per l‘Expo, secondo le stime di un sondaggio realizzato dalla Camera di Commercio con Iri Infoscan nel maggio scorso. Ma da un altro sondaggio dell‘ente camerale emerge che una Malpensa depotenziata perderà attrattività, mettendo a rischio 10 mila posti di lavoro dalle multinazionali.

“E se la limitazione dei voli prosegue, il sistema imprenditoriale milanese prevede una perdita di 4 miliardi di euro dovuta al calo del fatturato”, scrive l‘ente camerale in una nota.

La Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi, ha stimato un danno di 1,25 miliardi di euro dall‘abbandono dello scalo di Malpensa da parte di Alitalia e ha confermato a Reuters che la causa intentata contro la “bad company” andrà avanti.

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