14 gennaio 2009 / 09:11 / tra 9 anni

Istat:produzione industria novembre -9,7%, calo peggiore da '91

MILANO (Reuters) - Con la statistica sulla produzione industriale di novembre l‘Italia si accoda alla lunga lista dei paesi europei che deludono le già modeste aspettative degli uffici studi, concorrendo a incupire le fosche tinte per la tenuta economica del quarto trimestre.

<p>Una linea di produzione dello stabilimento della Campari a Novi Ligure. REUTERS/Gianni Pucci/Campari/Handout</p>

I numeri Istat parlano di una flessione di 2,3% su ottobre e di 9,7% su novembre 2007 e vanno confrontati con un consensus per una contrazione pari rispettivamente a 1,7% e 6,9%.

Secondo Eurostat, sempre a novembre la produzione dei quindici paesi Uem ha mostrato una battuta d‘arresto di 1,6% su ottobre e 7,7% su novembre 2007: se l‘indice mensile risulta di due decimi migliore del consensus quello annuo disattende la previsione di -6%.

Tornando all‘Italia, particolarmente deludente definiscono oggi gli analisti la revisione al ribasso di ben otto decimi del calo mensile di ottobre, portato a un pesante 2%. Novembre risulta, inoltre, il terzo mese di calo congiunturale della produzione con tre flessioni consecutive di almeno il 2%.

“Un disastro almeno in parte annunciato, visti i risultati degli altri paesi” esordisce Marco Valli di UniCredit Mib.

“Se il risultato di novembre si discosta poco dalle nostre previsioni, l‘elemento che disturba ulteriormente è la revisione al ribasso di ottobre che ci porta a ipotizzare una contrazione congiunturale di almeno 1,5% del prodotto interno lordo nel quarto trimestre”.

L‘ufficio studi Isae definisce la battuta d‘arresto di novembre superiore alle attese e stima una nuova frenata a dicembre (-0,8%), cui dovrebbe seguire un +0,5% a gennaio ma un nuovo -0,8% a febbraio. A livello aggregato, l‘intero quarto trimestre mostrerebbe una caduta della produzione pari a 6,2% rispetto al periodo luglio-settembre.

PEGGIORA QUADRO TRIM4, POCHE SPERANZE SU 2009

Per quanto almeno in parte prevedibile e in piena sintonia al resto d‘Europa, la nuova delusione di novembre dipinge uno sconsolante scenario per la crescita del quarto trimestre.

La prospettiva non migliora certo da un‘analisi a livello settoriale.

“Si osserva una singolare tenuta dei beni di consumo. E’ molto probabile che dietro questo fenomeno ci siano i beni di consumo non durevoli, visto quello che sta accadendo al settore auto” osserva Paolo Pizzoli di Ing

I dati Istat sulla produzione di autoveicoli rivelano infatti a novembre un calo annuo di 42,8%, mentre la flessione dei primi undici mesi dell‘anno è pari a 16,3% in termini corretti al calendario.

Tornando alle proiezioni per il Pil del quarto trimestre, l‘ufficio studi di Intesa Sanpaolo parla di una contrazione pari ad almeno 1%, quello Ing si appresta a rivede al ribasso la stima di -1%, UniCredit vede almeno -1,5% e Bnp Paribas ipotizza un calo tra 1,5% e 2%.

“Il dato è in linea con una lettura molto negativa e una profonda contrazione del Pil nel quarto trimestre: questo vale per l‘Italia come per il resto della zona euro” commenta Gilles Moec da Bank of America.

“Siamo in territorio ampiamente inconsueto per quanto concerne l‘intensità della recessione: non credo si sia infatti mai visto nulla di simile nemmeno in Italia, dove la serie storica sulla produzione è piuttosto volatile. In questo caso è ben più che volatile e assolutamente preoccupante” aggiunge.

Ancora una volta in armonia al resto d‘Europa, la pesante battuta d‘arresto di fine 2008 pone un‘ipoteca sull‘anno nuovo e fuga ulteriormente le prospettive di ripresa.

“In termini di crescita si farà tutti molto male, partendo dalla Germania per cui prevediamo una caduta del Pil tra 1,5 e 2%, mentre a livello di zona euro il calo dovrebbe fermarsi a 1%” conclude Valli.

“Restiamo più bassi della media europa ma grazie alle esportazioni, che si sono volatilizzate, la Germania ci sta raggiungendo in fretta: se tutto va bene, la crescita dell‘economia italiana tornerà intorno a zero o in frazionale recupero per fine 2009”.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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