9 gennaio 2009 / 16:53 / tra 9 anni

Borsa Milano in calo con ciclici, salgono Fiat e Banco Popolare

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia una seduta in ribasso, bruciando una parte consistente dei progressi dei primi giorni dell‘anno. L‘indice S&P/Mib è tornato a ridosso della barriera dei 20.000 punti, pur mantenendosi a distanza dal minimo storico di 17.803 toccato il 5 dicembre 2008.

<p>Ingresso alla borsa di Milano, in un'immagine d'archivio. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

Il market mover è stato il dato sull‘occupazione Usa a dicembre. Accolto inizialmente in modo positivo, l‘indicatore, sottolineano gli operatori, è stato letto dai mercati come una conferma che la recessione sarà lunga e pesante.

Se il calo degli occupati il mese scorso, infatti, è stato inferiore alle stime, preoccupa la revisione al ribasso di novembre. E gli analisti, a questo punto, si attendono che nei primi mesi del 2009 vengano tagliati circa 500.000 posti ogni mese, con un tasso di disoccupazione proiettato verso l‘8%.

In chiusura, l‘indice S&P/Mib ha perso il 2,6% e il Mibtel l‘1,96%, mentre l‘AllStars ha guadagnato lo 0,41%. Volumi in ulteriore crescita, dopo la frenata per le festività natalizie, pari a circa 1,7 miliardi.

* Male le società maggiormente esposte al ciclo economico, e agli Stati Uniti in particolare, conseguenza del dato sull‘occupazione. BULGARI è caduta del 5,51% e LUXOTTICA del 4,52%, MARIELLA BURANI del 2,81%, IT HOLDING del 4,11%. Fuori dal paniere principale, AMPLIFON ha perso il 4,51%.

* In lettera il comparto retail, che aveva mostrato segnali di ripresa fra fine 2008 e inizio 2009. Nel tessile BENETTON scemde del 2,11%, CSP del 3,83% e STEFANEL del 3,13%.

* Molto debole GENERALI (-5,35%), appesantita da Commerzbank, di cui possiede ancora circa il 6%, e da alcuni studi che riducono stime e target price.

* Vendute le banche, con UNICREDIT arretrata del 3,51%, INTESA SANPAOLO del 4,71% e MEDIOBANCA del 3,87%. “L‘illusione di un merger UniCredit-Mediobanca è già finita in soffitta”, ironizza un dealer. “La nazionalizzazione di Commerzbank ha riportato il malumore sul settore finanziario”, aggiunge un operatore.

* In controtendenza BANCO POPOLARE (+3,23%), comprata, secondo un trader, “sull‘attesa di una ristrutturazione da parte dei nuovi vertici”. Bene anche la controllata ITALEASE: +2,92%.

* Come ieri, pesanti i cementieri, comparto molto sensibile all‘andamento del ciclo: ITALCEMENTI -4,6% e BUZZI UNICEM -5,52%. Quest‘ultima, in particolare, è abbastanza esposta negli Stati Uniti.

* La flessione dei prezzi del greggio si è tradotta in vendite dei titoli energetici: SAIPEM -2,4% ed ENI -1,68%.

* Altro rally pomeridiano, con scambi pari a circa tre volte la media, per IMPREGILO: +2,18%. Un operatore ipotizza “l‘ingresso di fondi che hanno individuato una sottovalutazione del titolo”. Un altro trader preferisce ricorrere “alla prospettiva di un impulso alle grandi opere come ricetta governativa anti-crisi”.

* Tonica FIAT (+2,82%), spinta dall‘upgrade a “buy” di Merrill Lynch, dopo i dati sulle vendite in Brasile.

* Fra i titoli del paniere principali che hanno messo a segno rialzi figurano FASTWEB (+2,2%), POP MILANO (+0,63%) e MEDIASET (+0,74%). Quest‘ultima ha incassato l‘incremento del target price da parte di Goldman.

* Tra le small e mid cap, prosegue il recupero delle società immobiliari: BRIOSCHI +19,49%, IPI +16,17% e RISANAMENTO +7,14%.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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