5 gennaio 2009 / 12:20 / tra 9 anni

Italia, Cpi dicembre 2,2% anno da 2,7% novembre

MILANO (Reuters) - I prezzi al consumo in Italia in dicembre hanno visto un ulteriore calo congiunturale e rallentamento tendenziale, trascinati soprattutto dalla componente energetica, ma anche, inaspettatamente, da quello degli alberghi e ristoranti.

<p>Banconote euro in sette diversi tagli. REUTERS/ Danilo Krstanovic</p>

“La maggior parte del declino dei prezzi di dicembre è dovuto al fattore energetico, ma da notare anche il calo del settore alberghi ristoranti, che potrebbe essere letto come una cartina al tornasole della debolezza della domanda, altro fattore che avrà un ruolo importante sull‘inflazione dei prossimi mesi” dice Luigi Speranza, economista di Bnp Paribas.

L‘Istat stamane ha reso noti di dati provvisori di dicembre che mostrano un indice NIC in calo dello 0,1% su mese per un tendenziale annuo del 2,2%, dopo che in novembre era stato rispettivamente a -0,4% e a +2,7%.

I dati su mese dell‘indice Nic di dicembre sono leggermente migliori rispetto alle stime raccolte da Reuters fra gli analisti per dicembre, pari a -0,2%.

Un sondaggio condotto da Reuters mostrava una contrazione dell‘indice nazionale dello 0,1% su mese e un rialzo del 2,4% su anno, con range rispettivamente tra -0,2% e +0,2% e tra +1,9% e +2,6%.

L‘indice armonizzato Ipca ha segnato in dicembre una variazione di -0,2% su mese e +2,3% su anno (dal -0,5%, +2,7% del mese precedente), con un consensus Reuters che indicava -0,1% su mese e +2,4% su anno.

INFLAZIONE SCENDERA’ ANCORA IN 2009, PUNTA MINIMA IN ESTATE

Il trend per un tendenziale ancora in rallentamento nel corso di questo anno, con punte minime che si rileveranno in estate, quando la variazione annua, secondo gli economisti, potrebbe vedere anche segni negativi.

“L‘inflazione dovrebbe rallentare a metà 2009 portando il dato tendenziale anche in negativo, ma a parte i mesi centrali non si dovrebbe correre il rischio di deflazione” dice Carmela Pace di Mps, Capital Services.

“Sarà anche la debolezza della domanda a far rallentare l‘inflazione nei prossimi mesi, oltre alla componente energetica” dice Daniele Antonucci di Merrill Lynch che prevede invece un livello minimo a metà anno a 0,5% tendenziale, per una media annua dell‘1,1%.

“La discesa dell‘inflazione potrebbe intensificarsi ulteriormente all‘inizio del nuovo anno, grazie ad un confronto statistico particolarmente favorevole e alla traslazione e maggiore diffusione degli effetti della discesa dei prezzi dei prodotti petroliferi” ha commentato successivamente l‘Isae in una nota.

Di fronte al rallentamento inflattivo in Italia, che si accompagna a quello visto in Germania, dove il tendenziale annuo in dicembre è rallentato all‘1,1%, la Banca centrale europea dovrebbe avere il terreno spianato per altri allentamenti monetari.

“Ci aspettiamo che i tassi restino fermi a gennaio, ma che già a febbraio ci sarà un nuovo taglio. Nel primo trimestre i tassi dovrebbero scendere al 2% [dall‘attuale livello del 2,50%] per poi essere tagliati ulteriormente all‘1% nel secondo trimestre dell‘anno, in risposta ai dati sulla crescita, previsti come profondamente negativi specialmente in Germania” dice Pace.

SETTORE ENERGETICO GUIDA CALO, MA EMERGE DEBOLEZZA DOMANDA

Presa nel dettaglio, l‘inflazione di dicembre mostra ancora un deciso calo di settori direttamente interessati dal deprezzamento del petrolio, ma anche fattori stagionali che sostengono alcuni comparti e, al contrario, i primi indizi di una domanda che si fa più debole.

“I settori che più hanno contribuito al rallentamento dell‘inflazione sono quello dei trasporti e dell‘abitazione che hanno contribuito rispettivamente con 0,4 e 0,1 punti percentuali al tendenziale annuo dell‘indice generale” dice Chiara Corsa di Unicredit Mib. In particolare da notare il calo congiunturale del settore dei trasporti, -1,1%, “su cui ha pesato il calo in dicembre di benzine e carburanti attorno all‘8%” aggiunge Corsa.

Restano sostenuti a livello congiunturale invece i comparti comunicazione, +0,3%, e ricreazione e spettacolo, +0,5%, “legati probabilmente ai regali fatti a Natale, tipico effetto stagionale” dice Pace.

Controtendenza rispetto alla sua stagionalità il comparto di alberghi e ristoranti, -0,3%, che solitamente in dicembre è in rialzo: fatto visto come uno dei primi indicatori della debolezza della domanda.

Per l‘intero 2008, l‘indice Nic dei prezzi al consumo è in aumento del 3,3%, il massimo dal 1996, rispetto al +1,8% del 2007..

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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