4 gennaio 2009 / 10:01 / tra 9 anni

Gas, disputa Russia-Ucraina intacca forniture all'Ue

di Guy Faulconbridge e James Kilner

<p>Una valvole di pressione per il gas in un impianto in Ucraina. REUTERS/Konstantin Chernichkin</p>

KIEV/MOSCA (Reuters) - Un compromesso tra Russia e Ucraina sul prezzo e il transito del gas appare ancora lontano oggi, mentre almeno quattro paesi dell‘Unione europea, dove le temperature sono sotto lo zero, segnalano un calo nelle forniture.

Polonia, Ungheria, Romania e Bulgaria hanno registrato una diminuzione nelle forniture dopo che il monopolista russo Gazprom ha tagliato le forniture all‘Ucraina da Capodanno per una disputa sui prezzi.

La Germania, la maggiore economia europea, finora non ha risentito di problemi nelle forniture.

L‘Unione Europea, che riceve un quinto del suo gas dai gasdotti che attraversano l‘Ucraina, ha detto che convocherà una riunione di emergenza a Bruxelles domani e ha chiesto che i contratti su transito e forniture vengano onorati.

Ma le compagnie del gas russa e ucraina si sono scambiate accuse fino a ieri, senza far intravedere la possibilità di una soluzione in breve tempo.

Gazprom ha detto che il presidente russo Dmitry Medvedev ha deciso di portare la compagnia statale ucraina Naftogaz davanti al tribunale arbitrale a Stoccolma e Naftogaz minaccia di fare altrettanto.

L‘Ucraina avverte che il pagamento dei prezzi più elevati richiesti da Gazprom spingerebbe il Paese verso una catastrofe umanitaria e ha avvisato di “seri problemi” per il transito di gas verso l‘Ue se la disputa non sarà risolta da 10 a 15 giorni.

L‘Ucraina accusa la Russia di fare ricorso al “ricatto energetico” e di non fornire sufficiente gas per far funzionare adeguatamente i meccanismi di transito.

Tre anni dopo che una crisi analoga creò per un breve periodo problemi alle forniture, i timori europei di restare a corto di energia in inverno stanno nuovamente diventando realtà. E la reputazione della Russia come fornitore affidabile è di nuovo a rischio.

La Russia ha sospeso le forniture all‘Ucraina tre giorni fa nell‘ambito di quella che definisce una disputa puramente commerciale, ma dietro c’è anche il forte disappunto per il tentativo di Kiev di entrare nella Nato.

La società energetica statale ucraina Naftogaz attribuisce a Gazprom la responsabilità dei cali nei flussi verso l‘Europa, dicendo che la Russia ha ridotto i volumi che stava pompando verso l‘Europa.

Alexei Miller, AD di Gazprom, giovedì ha detto di volere che l‘Ucraina paghi 418 dollari per mille metri cubi di gas, rispetto ai 179,5 pagati da Kiev nel 2008.

I clienti europei pagano circa 500 dollari, nonostante il prezzo debba scendere in linea col calo del greggio.

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