3 gennaio 2009 / 10:04 / tra 9 anni

Gas, crescono disagi, no colloqui in vista Mosca-Kiev

di Pavel Polityuk e Dmitry Zhdannikov

<p>Un operaio controlla una valvola in un gasdotto in Ungheria. REUTERS/Karoly Arvai</p>

KIEV/MOSCA (Reuters) - I flussi di gas russo verso quattro Paesi dell‘Ue oggi risultano sotto i livelli normali dopo che Mosca ha tagliato le forniture all‘Ucraina in una disputa sui prezzi, e non ci sono colloqui in vista per risolvere la crisi.

Con le temperature sotto lo zero nella notte in Europa, l‘operatore bulgaro Bulgargaz si è aggiunto alle società di Polonia, Romania e Ungheria nel dire che le forniture sono in calo, nonostante il flusso verso la maggiore economia europea, la Germania, sia invariato.

L‘Unione Europea, che riceve un quinto del suo gas dai gasdotti che attraversano l‘Ucraina, dice che convocherà una riunione di emergenza a Bruxelles lunedì e chiederà che i contratti su transito e forniture vengano onorati.

L‘Ue ha anche chiesto a entrambe le parti di raggiungere un accordo subito, ma ha aggiunto di non voler fare da mediatore, e che il blocco ha sufficienti riserve di gas per il momento.

La prospettiva di una rapida soluzione appare remota. Mosca ha accusato Kiev di rubare gas destinato all‘Europa e di agire per fini politici. Il monopolista russo Gazprom ha detto che il presidente Dmitry Medvedev ha approvato la sua decisione di portare l‘Ucraina davanti al tribunale arbitrale internazionale a Stoccolma.

L‘Ucraina accusa la Russia di fare ricorso al “ricatto energetico” e di non fornire sufficiente gas per far funzionare adeguatamente i meccanismi di transito.

Tre anni dopo che una crisi analoga creò per un breve periodo problemi alle forniture, i timori europei di restare a corto di energia in inverno stanno nuovamente diventando realtà. E la reputazione della Russia come fornitore affidabile è di nuovo a rischio.

La Russia ha sospeso le forniture all‘Ucraina due giorni fa nell‘ambito di quella che definisce una disputa puramente commerciale, ma dietro c’è anche il forte disappunto per il tentativo di Kiev di entrare nella Nato.

La Polonia ha detto che le forniture attraverso l‘Ucraina ora sono il calo dell‘11%. L‘Ungheria dice che la pressione nel suo gasdotto dall‘Ucraina è ripresa lentamente, ma è ancora sotto i livelli normali.

Gazprom ha detto di stare aumentando le forniture all‘Europa di 52 milioni di metri cubi al giorno, di circa il 16%, ma ha precisato che la sua capacità di compensare la perdita di carburante sul tratto ucraino è limitata.

Gazprom e Kiev non sono pronte a riprendere i colloqui. “Non stanno negoziando perché non c’è nessuno a negoziare. E’ come se non stessero pensando al loro Paese, ma si limitassero a fare giochetti politici”, ha detto il vice AD del monopolista russo Alexander Medvedev.

INTERVENTO UE

In un‘intervista a Reuters, Medvedev ha detto che i volumi diretti in Polonia, Ungheria e Romania sono diminuiti perché l‘Ucraina sta bloccando l‘export attraverso l‘intermediario RosUkrEnergo, di cui Gazprom detiene il 50%.

“Ecco perché Polonia, Ungheria e Romania ne stanno risentendo”, ha detto al telefono da Praga.

“L‘Europa dev‘essere interessata ad aiutare a risolvere la disputa il più velocemente possibile... Quello di cui abbiamo bisogno dall‘Ue è il suo aiuto a persuadere l‘Ucraina a seguire le regole di comportamento al tavolo dei negoziati”, ha aggiunto.

La società energetica statale ucraina Naftogaz attribuisce a Gazprom la responsabilità dei cali nei flussi verso l‘Europa, dicendo che la Russia ha ridotto i volumi che stava pompando verso l‘Europa.

Alexei Miller, AD di Gazprom, giovedì ha detto di volere che l‘Ucraina paghi 418 dollari per mille metri cubi di gas, rispetto ai 179,5 pagati da Kiev nel 2008.

I clienti europei pagano circa 500 dollari, nonostante il prezzo debba scendere in linea col calo del greggio.

L‘Ucraina, alle prese con una forte recessione, dice di avere difficoltà a pagare prezzi più alti per il gas.

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