14 dicembre 2008 / 11:42 / 9 anni fa

Incentivo economia Obama potrebbe arrivare a mille mld dollari

NEW YORK (Reuters) - La squadra del presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama sta valutando un piano per rimettere in carreggiata l‘economia Usa, colpita dalla recessione, che potrebbe essere più ampio delle precedenti stime e raggiungere la cifra di mille miliardi di dollari in due anni. Lo ha scritto il quotidiano Wall Street Journal.

<p>Il presidente eletto Barack Obama ieri a Chicago durante la presentazione di Tom Daschle, prossimo segretario alla Salute e ai Servizi Umani della sua amministrazione. REUTERS/Jeff Haynes</p>

I collaboratori di Obama, che due settimane fa erano alle prese con un piano da 500 miliardi, oggi ritengono che la stima di 600 miliardi in due anni “sia molto bassa”, scriveva ieri il quotidiano, citando una fonte a conoscenza del dossier.

La dimensione definitiva del pacchetto di incentivi dovrebbe dunque essere significativamente più alta, tra 700 e mille miliardi nei due anni, dato lo stato in cui versa l‘economia americana.

Lo staff di Obama non ha voluto commentare le notizie sulle dimensioni economiche che avrà il provvedimento, tra aumento della spesa pubblica e riduzione delle tasse.

Obama entrerà ufficialmente in carica il 20 gennaio.

Gli investitori di tutto il mondo, colpiti dalla crisi finanziaria, aspettano con ansia le indicazioni sulle mosse dell‘amministrazione Obama per far ripartire la crescita della più grande economia mondiale.

Obama ha annunciato che lancerà un massiccio programma di lavori pubblici per aiutare il Paese a uscire dalla recessione.

Il presidente eletto dovrebbe discutere del pacchetto di stimoli la settimana prossima, e il provvedimento potrebbe andare in Congresso entro il suo insediamento alla Casa Bianca.

Una serie di economisti avevano detto in precedenza di attendersi da Obama una firma rapida a un pacchetto di spesa dal valore di 750 miliardi, o di almeno il 5% del Pil americano.

L‘amministrazione Bush è riuscita a fare approvare dal Congresso un importo di 700 miliardi di dollari per il salvataggio del sistema bancario. Soldi che all‘inizio dovevano servire ad acquistare i “titoli tossici” che gravano sui bilanci bancari ma che ora vengono usati per ricapitalizzare gli istituti di credito e indurli a concedere prestiti senza troppe restrizioni.

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