14 dicembre 2008 / 09:49 / tra 9 anni

Pensioni, la proposta di Brunetta bocciata da Cgil e Lega Nord

<p>Il leader della Cgil Guglielmo Epifani a Piazza Navona il 14 novembre scorso per la manifestazione contro la politica del governo sulla scuola. REUTERS/Max Rossi</p>

ROMA (Reuters) - La proposta avanzata ieri dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta di alzare l‘età pensionabile delle donne equiparandola a quella maschile è “un‘idea assurda” per il leader della Cgil Guglielmo Epifani, ma anche la Lega Nord la boccia, oggi, attraverso il ministro Roberto Calderoli.

“E’ un‘idea assurda, soprattutto oggi che le aziende pubbliche e private tendono a ridurre gli organici”, dice Epifani in un‘intervista pubblicata oggi dal quotidiano la Repubblica.

Ieri Brunetta ha annunciato la creazione di un gruppo di studio per valutare “costi e benefici dell‘invecchiamento attivo di donne e uomini, che dovranno andare in pensione tutti alla stessa età”.

“Trovo questa discussione francamente bizzarra”, commenta Epifani. “Stiamo entrando nel cuore di una crisi... Di fronte a questo quadro la presidente di Confindustria (Emma Marcegaglia) propone di finanziare l‘aumento dei sussidi ai cassintegrati con l‘innalzamento dell‘età pensionabile. E ora il ministro Brunetta propone i 65 anni per le donne”.

Riguardo alla sentenza della Corte di Giustizia europea invocata dal ministro a sostegno della sua proposta, Epifani spiega che “le interpretazioni possibili sono diverse. In ogni caso già oggi negli uffici pubblici le donne possono, volendolo, andare in pensione a 65 anni”.

“Per la maggior parte delle famiglie avere un doppio stipendio non è una questione di volontà ma di necessità: è un obbligo”, dice invece in una nota Calderoli, ministro della Semplificazione normativa.

“Ma non si può dimenticare che prima e dopo gli orari di lavoro ad attendere le donne c’è un altro lavoro, ancora più pesante e di responsabilità di quello ordinario che svolgono in ufficio o in fabbrica: ovvero educare e crescere i figli, gestire la famiglia e mandare avanti la casa”, prosegue Calderoli.

Per l‘esponente leghista dunque “l‘età pensionabile delle donne deve rimanere quella attuale... magari migliorandola, utilizzando tutti quegli strumenti che possano consentire alle donne di poter essere al contempo madri e lavoratrici”.

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