13 dicembre 2008 / 16:12 / 9 anni fa

Crisi, il 2009 preoccupa parecchio l'industria auto europea

di Marcel Michelson

PARIGI (Reuters) - I costruttori automobilistici europei temono un 2009 in perdita, mentre tutti gli indicatori mostrano che la grave crisi attraversata dal settore non riguarda soltanto i giganti americani dell‘auto, impegnati in una lotta per la sopravvivenza.

I dirigenti di Renault, Nissan e Fiat prevedono un nuovo calo del mercato l‘anno prossimo, mentre la diminuzione delle vendite ha già costretto tre costruttori americani a chiedere un aiuto allo Stato, peraltro rifiutato giovedì scorso dal Congresso Usa.

Il numero uno mondiale,Toyota Motor, dovrebbe annunciare una perdita di circa 100 miliardi di yen (1,11 miliardi di dollari) per il periodo compreso da ottobre 2008 a marzo 2009, dicono oggi i media giapponesi.

La tedesca Bmw, che vende sia utilitarie che auto di lusso col marchio Rolls-Royce, ha predisposto un sistema d‘aiuto per le proprie concessionarie del valore di circa 100 milioni di euro, secondo il settimanale WirtschaftWoche.

La pressione potrebbe anche aumentare se i paesi dell‘Opec, che si riunisce mercoledì, decideranno di diminuire la loro produzione per fare risalire il prezzo del petrolio, che ha raggiunto la quotazione più bassa degli ultimi quattro anni.

Un aumento del prezzo alla pompa rappresenterebbe un nuovo, duro colpo per l‘industria automobilistica, che dà lavoro a 50 milioni di persone nel mondo, di cui 12 milioni solo in Europa, tenendo conto anche dell‘indotto.

Questo settore chiave è colpito dall‘aumento dei prezzi dell‘energia, quella delle materie prime e dalla mancanza di fiducia dei clienti a seguito della crisi finanziaria.

“NON ABBIAMO ANCORA TOCCATO IL FONDO”

“Non vedo un‘uscita rapida dalla crisi che attraversa l‘auto. Non abbiamo ancora toccato il fondo”, ha detto, come scrivono oggi i quotidiani francesi “Le Figaro” e “La Tribune”, Carlos Ghosn, presidente e direttore generale di Renault e Nissan.

A suo avviso, la crisi è soprattutto finanziaria e legata a questioni di credito.

“Se la crisi dei finanziamenti dura, vedrete i costruttori cadere uno dopo l‘altro”, ha detto. “Nel 2009 abbiamo bisogno di finanziamenti per un termine ragionevole di due-tre anni e a tassi del 4-5%”.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy riceverà lunedì Carlos Ghosn e Christian Streiff, numero uno di Psa Peugeot-Citroën. Il capo dello Stato ha promesso di aiutare il settore, se i costruttori si impegneranno a non delocalizzare all‘estero la produzione.

Renault, Psa e il produttore di apparecchiature Faurecia prevedono di tagliare diverse migliaia di posti in Francia a causa del calo delle vendite.

Carlos Ghosn ha detto che le autorità comprendono la gravità della situazione e che spera in azioni concrete nelle prossime settimane.

Nominato recentemente presidente dell‘Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (Acea), che chiedono aiuti per 40 miliardi di euro, Ghosn ha fatto appello alle autorità: “Bisogna che lo Stato apporti liquidità. Noi abbiamo fin d‘ora tagliato i nostri investimenti per il 2009”.

Il capo di Renault giudica l‘attuale situazione più grave di quella del 1992-93, a cui servirono cinque anni per la ripresa. Renault, che a fine 2007 aveva due miliardi d‘euro di debiti, guarda con preoccupazione ai suoi stock di veicoli invenduti.

“Se il livello degli stock raggiunge il 30%, il debito raddoppia”, ha spiegato Ghosn.

L‘AD di Fiat, Sergio Marchionne, che la settimana scorsa prevedeva che a lungo termine solo sei costruttori su 50 potranno sopravvivere, ha detto al quotidiano “la Repubblica” che il 2009 sarà l‘ano più difficile della sua carriera. E oggi, il giornale “Milano Finanza” scrive di una possibile alleanza tra Peugeot e Fiat. Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi hanno parlato della questione, scrive il quotidiano citando fonti vicine al premier italiano.

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