11 dicembre 2008 / 20:07 / 9 anni fa

Auto, Marchionne: Fiat è prima a muovere verso cambiamento

TORINO (Reuters) - Nel periodo di grande turbolenza che si apre per il settore auto la Fiat ha il vantaggio di muoversi per prima e forte di un risanamento eccezionale.

“Il settore dell‘auto sarà obbligato a trovare un nuovo tipo di gestione, che porterà ad un consolidamento, a livello mondiale, entro i prossimi 24 mesi. Non si tratta ancora di un modello definito, ma forzerà con molta probabilità nuove alleanze”, ha detto l‘ad Fiat, Sergio Marchionne, parlando ai dirigenti del gruppo per gli auguri di fine anno.

“In questa situazione, la Fiat ha due grandi vantaggi. E’ la prima muoversi, avendo le idee chiare sul cambiamento che ci sarà. Il secondo vantaggio deriva dal fatto che arriviamo a questo appuntamento dopo aver vissuto una storia di risanamento eccezionale e dopo aver ridato vigore a una grande realtà industriale. Tutto questo ci dà la possibilità di scegliere. Saremo noi a decidere come e con chi fare la prossima mossa. Saremo noi a definire la soluzione migliore per la nostra azienda”, ha continuato il manager sottolineando che pur in questo momento difficile il 2008 del gruppo Fiat “si chiuderà con un significativo risultato economico e con un trading profit che sarà il più alto nei 109 anni di storia della Fiat”.

Il presidente Luca Cordero di Montezemolo ha sottolineato la coesione del gruppo e lo spirito di squadra, “quello stesso spirito che come cittadini vorremmo vedere nel Paese, soprattutto in momenti di così grande difficoltà per le famiglie, per le imprese e per i giovani”.

“L‘Italia si sta impoverendo. Siamo ultimi tra i grandi Paesi europei in ricchezza pro-capite”, ha continuato Montezemolo. “Il nostro augurio è che, come noi della Fiat abbiamo sposato il cambiamento, cercando sempre di anticipare il futuro, anche l‘Italia ristabilisca, con riforme coraggiose e condivise, il circuito virtuoso della fiducia. Mai come adesso diventa indispensabile un clima diverso che permetta di ripartire i carichi di responsabilità tra le classi politiche e le elite economiche e sociali di un Paese che appare bloccato”.

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