7 dicembre 2008 / 09:45 / 9 anni fa

Eni, Gaddur: Libia vuol arrivare a 10%. Altre 4-5 trattative

MILANO (Reuters) - La Libia vorrebbe in entrare in Eni con una quota che potrebbe salire fino al 10%, pur non puntando ad assumere il controllo della compagnia petrolifera italiana.

<p>L'AD di Eni Paolo Scaroni. REUTERS/Daniele La Monaca</p>

Lo ha detto l‘ambasciatore libico in Italia, Hafed Gaddur, in una intervista pubblicata oggi dalla Repubblica.

“Prima di fare il nostro investimento in Eni abbiamo voluto chiarire ancora una volta all‘Italia che non entriamo dove non siamo graditi, che non puntiamo ad assumere il controllo o la maggioranza delle aziende italiane...”, dice Gaddur, che poi, ricordando il trattato dello scorso 30 settembre fra Libia e Italia, aggiunge: “Quell‘accordo di partnerariato fra Libia e Italia permette ai due Paesi di integrare al meglio le loro economie, permette qualcosa che in altri momenti sarebbe stata assolutamente impossibile, come uno stato straniero che entra con una quota tra il 5 e il 10% nella vostra compagnia petrolifera nazionale, che è proprio quello che vorremmo fare”.

“Per l‘Eni la Libia è il paese più importante, molto più di Russia o Kazakhstan - prosegue l‘ambasciatore - La partecipazione libica nell‘azionariato Eni è quindi in qualche modo una forma di auto-protezione, l‘interesse delle due parti sarà sempre più intrecciato”.

Gaddur, si legge nell‘articolo, non vuole parlare di un eventuale investimento in Telecom Italia, e Repubblica scrive che la Libia avrebbe deciso di rinunciare a questa operazione, ma l‘ambasciatore aggiunge: “Siamo ancora interessati ad altri settori, abbiamo in lavorazione altre 4- 5 operazioni assai interessanti, tutte nei settori di maggior successo dell‘industria italiana”.

Repubblica scrive poi che a una domanda su un interessamento per la Ferrari, gruppo Fiat in cui è già presente un fondo di investimento di Abu Dhabi, l‘ambasciatore risponde con una risata.

Ieri una nota di Palazzo Chigi ha informato che il governo libico aveva manifestato al governo italiano l‘interesse ad acquisire una partecipazione nel capitale di Eni.

Oggi i maggiori quotidiani italiani scrivono che in questa fase l‘investimento libico in Eni si assesterà attorno al 5% della società per un valore di oltre 3 miliardi di euro.

Ieri un portavoce del gruppo Eni ha detto che la società “provvederà a informare il mercato di eventuali cambiamenti rilevanti nel proprio azionariato in linea con le regole Consob”.

Il 16 ottobre scorso la Central Bank of Lybia, la Lybian Investment Authority e la Lybian Foreign Bank hanno comunicato di aver acquistato sul mercato una quota aggiuntiva di UniCredit raggiungendo il 4,23% del capitale.

La banca libica Lybian Foreign Bank era già presente in UniCredit dal 1997 con una quota dello 0,56%. Il 23 ottobre i libici hanno poi annunciato di avere raggiunto il 4,9% nella banca italiana.

Il 18 ottobre il governatore della banca centrale libica ha anche annunciato di avere una partecipazione del valore di 50 milioni di euro in Eni e che era sua intenzione aumentare tale quota.

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