5 dicembre 2008 / 09:30 / tra 9 anni

Censis: crisi allarma 7 italiani su 10, rischio default famiglie

ROMA (Reuters) - La stragrande maggioranza degli italiani pensa che la crisi finanziaria globale avrà ripercussioni dirette sulla sua vita e 2,8 milioni di famiglie con investimenti rischiosi sono a rischio default.

<p>Un trader al lavoro. REUTERS/Sergei Karpukhin</p>

E’ quanto emerge dal 42esimo rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale italiana.

Intanto, secondo un rapporto di Confesercenti reso noto oggi, gli italiani questo Natale spenderanno un miliardo di euro in meno rispetto allo scorso anno ed i regali subiranno un taglio del 9% (ad eccezione di quelli per i bambini), mentre 550 milioni prelevati dalle tredicesime serviranno per per saldare debiti.

In base al sondaggio di Censis, il 71,7% degli italiani pensa che “non riuscirà a mantenere per il futuro lo stesso tenore di vita”, con una percentuale elevata tra i 30-44 enni.

“La crisi ci ha segnato, ed è verosimile attendersi per il prossimo anno ulteriori fasi di flessione”, scrive il Censis nelle sue note introduttive.

“Ma ha determinato un salutare allarme collettivo. Si tratta ora di vedere se il corpo sociale coglierà la sfida, se si produrrà una reazione vitale per recuperare la spinta in avanti, sebbene siano in agguato le ‘italiche tentazioni alla rimozione dei fenomeni, alla derubricazione degli eventi, all‘indulgente e rassicurante conferma della solidità di fondo del sistema’”.

Tra gli italiani che hanno un lavoro, risparmi, un mutuo o rate da pagare, il 44,5% teme di non riuscire più a pagare il mutuo per la casa e il 60,5% di perdere i risparmi.

Alla domanda su come pensino che l‘Italia uscirà dalla congiuntura negativa, il 5,7% degli interpellati ha risposto “bene, la nostra è un‘economia solida”, e il 41,7% “male, perché non abbiamo un sistema solido alle spalle”. Un 27,7% si è però detto fiducioso sulal capacità degli italiani di “cavarsela sempre nei momenti peggiori”.

Una percezione diversa del fenomeno, che riflette, secondo il Censis, “l‘assenza di una consapevolezza collettiva, a conferma del fatto che restiamo una società ‘mucillagine’”.

INVESTIMENTI A RISCHIO

L‘11,8% delle famiglie italiane (2,9 milioni) posseggono azioni o quote di fondi comuni, e queste denunciano un “concreto rischio di default”, scrive il Censis.

Sono esposte anche 2 milioni di famiglie che pagano il mutuo, delle quali quasi 250.000 dichiarano di non riuscire a rispettare le scadenze di pagamento.

Denunciano un rischio di default anche: 3,1 milioni (il 12,8%) di famiglie indebitate per l‘acquisto di beni di consumo, delle quali 971.000 (il 4% del totale) hanno un debito superiore al 30% del reddito annuo familiare e 3 milioni 873 mila famiglie (il 16% del totale) che non posseggono un risparmio accumulato in alcuna forma.

Per proteggersi dagli imprevisti gli italiani si propongono di risparmiare di più (33,9%) o di tagliare i consumi (25,2%). Solo lo 0,5% si dice propenso a indebitarsi.

Sempre più orientati alla liquidità che al risparmio gestito, quasi tre italiani su 10 pensano che i soldi vadano tenuti in contanti, o in seconda ipotesi in depositi bancari o postali (23,4%) o, al limite, investiti nel mattone visto il rallentamento del settore immobiliare (22,2%).

Tra le forme di investimento, meglio ricorrere ai titoli di Stato per il 16,4% degli interpellati.

SPESE NATALE, UN MILIARDO IN MENO PER ACQUISTI

In una nota che accompagna i risultati del sondaggio effettuato invece da Swg per Confesercenti, si legge che sono in aumento coloro che prevedono un Natale austero (dal 14% registrato lo scorso anno nello stesso sondaggio si passa quest‘anno al 16%) e difficile (dal 13 al 21%).

Cala chi lo vede come un‘occasione di speranza (dal 53 al 44%) o si dimezza la percentuale di chi lo immagina “gaudente” (dal 12 al 6%). Di conseguenza sono meno gli italiani che se lo aspettano migliore (dal 24 al 21%), o uguale (dal 57 al 50%) mentre cresce di 10 punti il numero di quelli che temono sia peggiore (dal 19 al 29%).

Secondo l‘indagine le tredicesime ammonteranno quest‘anno a 37,877 miliardi di euro: quasi 17 miliardi andranno in spese per acquisti che risultano però in calo di 1 miliardo e 173 milioni rispetto al 2007.

Salgono le quote destinate al pagamento dei conti in sospeso (+550 milioni) e per i mutui (318 milioni).

A spendere di più in acquisti rispetto allo scorso anno resta un 4%, mentre il 65% è convinto che spenderà meno e fra questi ultimi c’è un 28% che taglierà le spese di ben oltre il 30%.

Nel vocabolario del Natale entra dunque la parola crisi. A condizionare i comportamenti degli italiani non sono solo i prezzi: un italiano su cinque (il 21% contro il 16 dello scorso anno) pensa che peggiori la situazione economica familiare, uno su dieci (10% contro l‘8% del 2007) è preoccupato per il futuro del suo lavoro.

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