4 dicembre 2008 / 15:26 / tra 9 anni

Lehman, gruppo risparmiatori italiani fa causa a S&P's

MILANO/BARI (Reuters) - Un gruppo di trenta risparmiatori acquirenti di obbligazioni e polizze assicurative legate a Lehman Brothers ha avviato una causa nei confronti dell‘agenzia di rating Standard & Poor’s chiedendo di essere risarcito del capitale investito in titoli del gruppo Usa fallito lo scorso settembre.

<p>Un impiegato porta via le sue cose dagli uffici della banca di investimenti statunitense Lehman Brothers, il 15 settembre 2008. REUTERS/Andrew Winning/Files</p>

Lo annuncia una nota congiunta delle associazioni Codacons, Confconsumatori e Movimento Consumatori che assistono i risparmiatori specificando che la somma degli investimenti richiesti è pari a circa 3,9 milioni di euro.

“I risparmiatori hanno chiesto al Tribunale Civile di Milano, competente per territorio, di accertare le responsabilità per fatto illecito della società di rating, per aver diffuso e pubblicizzato informazioni errate sulla solvibilità della banca americana emittente e per aver violato i principi e le norme di condotta a cui era tenuta”, si legge nella nota.

Secondo le associazioni, l‘elevato rating (‘A’) applicato a Lehman fino al giorno prima del fallimento, ha “indotto e invogliato” i piccoli risparmiatori all‘acquisto di prodotti finanziari Lehman generando la convinzione che fossero sicuri e affidabili.

S&P‘s, tramite un portavoce da Londra, risponde all‘accusa definendola “priva di fondamento” e annuncia una ferma opposizione.

“I nostri rating sono opinioni sulla qualità del credito. Non sono raccomandazioni a comprare, vendere o tenere i titoli e non valutano neppure l‘adeguatezza di uno strumento di investimento”, spiega il portavoce.

PROSSIME CAUSE ALLE ALTRE DUE AGENZIE DI RATING E BANCHE

Il comportamento “negligente e omissivo” di informazioni sulla reale solvibilità di Lehman sarà contestato anche alle altre due agenzie, Moody’s e Fitch, spiegano le associazioni, ricordando inoltre che proprio l‘attribuzione di un rating elevato ha consentito l‘inserimento dei bond Lehamn nel paniere delle obbligazioni a basso rischio del consorzio di banche italiane “Patti Chiari”.

“Noi abbiamo iniziato con S&P’s ma continueremo a fare causa anche contro altri perchè non possiamo pretendere che queste agenzie, tre in tutto il mondo, godano di un‘immunità che non è, ad esempio, né di medici e ingegneri che se sbagliano un‘operazione chirurgica, nel primo caso o se un palazzo crolla, nel secondo, pagano”, ha commentato il responsabile di Confconsumatori Puglia, Antonio Pinto, al termine della conferenza stampa svoltasi questa mattina a Bari.

Per le tre associazioni dei consumatori non sono escluse dalle azioni legali neanche le banche, soprattutto per quanto riguarda il capitolo delle polizze assicurative.

In questo caso, “le banche si sono comportate in maniera totalmente diversa. Alcune hanno deciso di pagare, la maggior parte non segue la linea del risarcimento, e alcune non hanno neanche avvisato i loro clienti che la polizza ha un valore in default”, hanno osservato i responsabili delle associazioni dei consumatori.

APPLICATO PRINCIPIO RESPONSABILITA’ CONTATTO SOCIALE

Le associazioni dei consumatori hanno chiesto la costituzione in giudizio della controparte entro 120 giorni.

“Abbiamo costruito la causa applicando i principi dell‘ordinamento italiano chiedendo in via principale la responsabilità da contatto sociale”, ha detto Pinto spiegando che si tratta del principio applicato dalla Cassazione alla responsabilità medica o quella della pubblica amministrazione.

“Noi crediamo che questa giurisprudenza si possa applicare anche alle agenzie di rating. Poi abbiamo chiesto la responsabilità extracontrattuale”, ha aggiunto Pinto.

In riferimento alla presenza dei bond Lehman nella lista dei titoli sicuri di “Patti Chiari” le associazioni, in via subordinata, anche chiesto al giudice anche “il danno da mancata chance e libertà contrattuale”.

La causa intentata nei confronti di S&P’s si basa inoltre su due direttive Ue, su quella relativa all‘abuso di informazioni privilegiate e alle manipolazioni del mercato e quella sui requisiti patrimoniali, hanno spiegato le associazioni.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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