4 dicembre 2008 / 13:08 / tra 9 anni

Bce risponde a mercati con taglio record su discesa inflazione

BRUXELLES (Reuters) - Con la più coraggiosa riduzione del costo del denaro nei suoi dieci anni di vita la Banca centrale europea è venuta incontro alle aspettative dei mercati finanziari, che scommettevano su una misura più aggressiva del consueto in risposta a una crisi passata dalla finanza all‘economia reale.

<p>Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. REUTERS/Dirk Waem/Pool (BELGIUM)</p>

Riunito oggi a Bruxelles il consiglio mensile ha varato un taglio da tre quarti di punto - massimo sconto mai applicato - che porta il riferimento da 3,25% a 2,50%, sui livelli di marzo 2006.

Sempre in sintonia con le attese di mercato e analisti, l‘aggiornamento trimestrale delle stime dello staff mostra un‘economia Uem destinata a rimanere in recessione il prossimo anno e prezzi al consumo in marcato rallentamento rispetto anche soltanto alle attese di settembre.

Chiamato come sempre a illustrare alla stampa i meccanismi a monte del verdetto sui tassi, il presidente Jean-Claude Trichet individua l‘argomento principale nel marcato raffreddamento dei prezzi al consumo, al contempo sforzandosi di scongiurare lo spettro della deflazione.

“Il tasso di inflazione dovrebbe allinearsi alla stabilità dei prezzi nell‘orizzonte di riferimento, sostenendo il potere d‘acquisto di redditi e risparmi” spiega.

“Il raffreddamento dei prezzi è da attribuire principalmente al rientro dei costi delle materie prime e al marcato rallentamento dell‘attività economica” aggiunge.

La stima ‘flash’ dei prezzi al consumo a cura di Eurostat mostra a novembre una frenata pari a 1,1% - massimo calo dalla nascita dell‘Unione monetaria - per un tasso annuo a 2,1%, a ridosso dell‘obiettivo dell‘Eurotower che parla di un livello ‘inferiore ma prossimo’ al 2%.

Uno sguardo alle proiezioni trimestrali dello staff, come sempre espresse in una forchetta in cui va individuato il punto medio, mostra per l‘anno prossimo un tasso armonizzato pari a 1,4%, ampiamente al di sotto del 2,6% prospettato a settembre, mentre sul 2008 il punto medio passa da 3,5% a 3,3%.

Decisamente fosco il quadro sull‘attività economica: se le aspettative per il prodotto interno lordo 2008 passano a 1,0% da 1,4%, quelle sull‘anno prossimo passano da 1,2% a -0,5%.

“I rischi sulla crescita economica sono al ribasso: il calo nei prezzi delle materie prime e la debolezza della domanda ci inducono a concludere che le pressioni inflative si ridurranno ulteriormente” osserva Trichet.

Certamente generosa se paragonata alla tradizionale cautela, la sforbiciata sui tassi europei tende però a impallidire se accostata agli aggressivi tagli della mattinata - un punto pieno da parte di Banca d‘Inghilterra e addirittura 175 punti base da parte della svedese Riksbank - e a non convincere del tutto gli analisti.

“Dopo la conferenza stampa di oggi siamo del parere che con il tono della retorica e la persistente riluttanza nel prendere atto di quanto sia grave la situazione macro la Bce si è messa da sola in un angolo e al momento si sforza di riguadagnare credibilità” scrive una nota dell‘ufficio studi UniCredit Mib a cura di Aurelio Maccario.

“Nella nostra percezione la Bce si sta rendendo conto progressivamente anche se lentamente di quanto in fretta la crisi si sta allargando all‘intera zona euro. L‘unica cosa che possano fare è continuare a tagliare i tassi fino a portarli a livelli mai visti nella storia della valuta unica. Vedevamo a 2% il punto di minimo ma è chiaro che invece si scenderà anche più in basso: per la metà dell‘anno prossimo il riferimento potrebbe tranquillamente stare a 1%” aggiunge.

Soprattutto in quanto paragonato alla mossa britannica e svedese il taglio lascia freddo l‘obbligazionario europeo, dove i rendimenti sul tratto lungo della curva orbitano sui minimi da cinquant‘anni ma il derivato sul decennale tedesco viaggia in territorio decisamente negativo.

Sul mercato dei derivati i contratti Eonia scontano intanto una nuova riduzione dei tassi europei da mezzo punto percentuale già a gennaio.

“Faremo ancora il necessario per garantire la stabilità dei prezzi... non parlerò di quello che potremo fare la prossima volta... riteniamo che un simile taglio da 175 punti base in meno di due mesi [...] sia appropriato” risponde Trichet a chi gli chiede un commento sulle aspettative dei mercati finanziari.

In serata il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha commentato che la Banca centrale europea è intervenuta sui tassi “come poteva”, e che la decisione di oggi di un taglio di tre quarti di punto è stata “assunta con vasto collegamento con i ministri delle Finanze europei”.

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