4 dicembre 2008 / 12:16 / tra 9 anni

Mps, ok assemblea a fusione Antonveneta, accordo con sindacati

SIENA (Reuters) - L‘assemblea della Banca Mps ha approvato la fusione per incorporazione della banca Antonveneta, acquisita per 9 miliardi di euro. La fusione ha efficacia fiscale e contabile dal 1° giugno 2008.

Nell‘assemblea, il presidente del Mps Giuseppe Mussari ha difeso la bontà dell‘operazione e ha replicato a chi, tra gli azionisti, ha ancora espresso dubbi sia sul timing sia sul prezzo pagato, legando le critiche alle sofferenze del titolo in Borsa.

“La buona notizia è che negli ultimi sei mesi il titolo Mps è in controtendenza. Leggiamo questo come un apprezzamento del mercato di tutta l‘operazione di ristrutturazione, come pure della solidità del Monte”, ha detto Mussari che ha anche mostrato delle slide in assemblea che mostrano come il titolo Mps dall‘8 novembre 2007, data dell‘annuncio dell‘acquisizione, ha perso il 56%, meno del Mib banche (-58%), meno di Unicredit (-67%).

Mussari ha ribadito che il Mps è una banca retail che impiega senza prendere rischi eccessivi e soprattutto con una bassa leva finanziaria, “siamo i quart‘ultimi in Europa” (nella leva sul patrimonio).

Questo, secondo Mussari, significa avere “una buona qualità degli attivi. Abbiamo fatto la banca”.

RAGGIUNTO ACCORDO CON SINDACATI SU INTEGRAZIONE

Stanotte la banca senese ha raggiunto l‘accordo con le organizzazioni sindacali sulla fusione con la banca padovana.

La nuova organizzazione del gruppo post fusione determina, “una contrazione degli organici delle strutture centrali (circa 700 unità) attraverso lo snellimento delle sedi di direzione generale di Padova e Roma” e la chiusura di altri stabilimenti, circa 15, è spiegato in una nota della banca che commenta l‘accordo raggiunto.

La fusione “porta anche a un potenziamento della forza commerciale, anche attraverso lo strumento delle riqualificazioni (circa 300 unità)”, si spiega nella nota.

Infine l‘accordo prevede il ricorso a esodi agevolati e fondo di solidarietà “di personale ad elevata anzianità e grado (da inizio anno circa 700 risorse prevalentemente dalle strutture centrali)”.

Il piano industriale 2008-2011 prevede a fine piano 3.500 uscite (inclusi prepensionamenti, esodi incentivati) e 1600 assunzioni, con un saldo che riddurà l‘organico del gruppo post fusioni al 2001 di 1900 unità.

Post fusione, secondo l‘accordo raggiunto, l‘organico del nuovo gruppo avrà poco meno di 6.000 addetti in Mps e poco più di 3.300 nella nuova Banca Antonveneta.

Anche dai sindacati dei dirigenti arriva un giudizio positivo per l‘accordo raggiunto. “Non c’è perdita di posti di lavoro, ma grazie alla trattativa, la mobilità iniziale di oltre 1.000 si è ridotta a non più di 100”, ha detto Luca Bianchi, coordinatore DirCrdedito per la banca Mps e il gruppo.

“Dall‘accordo emerge un modello originale di delocalizzazione di strutture centrali prevalentemente collocate nelle piazze di Padova e Roma. Un modello che ha permesso di contenere la mobilità entro dimensioni più che accettabili”, ha aggiunto.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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